• Nicola

Eca 2a parte - le proposte

UEFA La Associated Press nel maggio 2019 ha svelato un documento dei piani UEFA per la riforma delle coppe di cui però non c'è traccia sul sito ufficiale. Il progetto è quella di una Champions che mantenga trentadue squadre dividendole in quattro gironi da otto squadre, garantendo così ad ogni club almeno quattordici partite anziché sei. Per la fase ad eliminazione diretta si partirà sempre dagli ottavi, con le prime quattro qualificate di ogni girone. Come partecipare La fetta più consistente spetterebbe alle migliori della Champions League precedente: da un minimo di sedici a un massimo di venti squadre. Quindi parteciperanno all'edizione successiva le prime quattro o cinque di ogni girone. Segue poi la strada di accesso dai campionati nazionali, che porterà da un minimo di dieci a un massimo di dodici squadre, con una netta riduzione dell'unico canale oggi esistente. Infine le promozioni dall'Europa League: da un minimo di due a un massimo di quattro. Ufficialmente le uniche carte individuate sono questa lettera d'intenti: https://www.uefa.com/.../mediareleases/newsid=2582706.html Anche trovare la proposta della European Leagues non è stato semplice, tuttavia è il programma che appare più chiaro e definito. Di seguito i 3 punti chiave per il futuro delle coppe europee per club: • Proteggere i campionati nazionali • Aumentare la partecipazione • Distribuzione finanziaria più equa Nel primo punto viene indicato che l’accesso deve essere basato sulla qualificazione delle competizioni nazionali, un massimo di sette partecipanti per nazione, stessi posti in ogni competizione per le rappresentanti dei migliori cinque campionati, nessuna retrocessione, promozione solo per i vincitori di Europa League ed Europa League 2 e presenza del detentore del titolo della Champions League nella stagione successiva. Nel secondo punto viene indicato che il numero totale di match deve essere massimo di venticinque e l'assenza di match nei fine settimana ad eccezione della finale di Champions League. Il numero maggiore di partite sarà dovuto alla presenza di più squadre e nessun club dovrà giocare partite preliminari aggiuntive per raggiungere la fase a gironi. Nel terzo punto la European Leagues spiega che «al fine di sostenere lo sviluppo complessivo del calcio europeo e contribuire a migliorare l’equilibrio competitivo, a partire dal 2021 dovrebbe essere attuato un modello di distribuzione più equa con maggiore solidarietà».

La volontà è quella di una proporzione di 3,5:1 tra Champions League ed Europa League e di 2,5:1 tra Europa League ed Europa League 2. Inoltre si sottolinea come sia necessario trovare un accordo tra UEFA e parti interessate sull'intero modello di distribuzione finanziaria per il ciclo 2021-2024.

Si prevede infine un aumento delle quote di solidarietà al 20% così distribuito: 3,5% per i preliminari, 10% alle squadre non qualificate, 6,5% per lo sviluppo del calcio professionistico, con i primi cinque campionati che rinunciano e ridistribuiscono la propria quota di pagamenti di solidarietà ai club di altri campionati. Viene inoltre proposto di «eliminare il ranking storico recentemente introdotto delle ultime dieci stagioni per aumentare il market pool». Inoltre la European Leagues si dice favorevole all'introduzione della terza coppa europea dal 2021. In conclusione la European Leagues si dice a favore delle innovazioni nel calcio, tra cui quelle che riguardano la UCC (a patto che contribuiscano alla crescita del calcio professionistico nel suo insieme) ed esorta la Uefa a trovare un accordo con i campionati europei e le altre parti interessate su tutti i fattori interconnessi. (Per chi volesse approfondire maggiormente sul sito della European Leagues: https://supportyourleague.com/proposal-for-21-24/) Torniamo all'assemblea dell'ECA del 9 e 10 settembre scorso. La sorpresa più grande è che non esiste nessuna proposta da parte dell'associazione ma solo la bozza programmatica dell'UEFA. È quindi possibile commentare solo le dichiarazioni ufficiali: «Qualsiasi cosa riservi il futuro, dobbiamo mantenere una forte simbiosi con i campionati nazionali.» «L'obiettivo dell'ECA è quella di costruire un calcio trasparente, che lavori a stretto contatto con la UEFA, in particolar modo con il presidente Ceferin.» Tanto rumore per nulla quindi? Sulla base dei fatti la risposta è sì, ma meglio vigilare. Va però aggiunta un'altra informazione di base: tra la FIFA di Gianni Infantino e l'UEFA di Ceferin non corre buon sangue. Alla FIFA giova mettere in cattiva luce la UEFA. Lo svizzero Gianni Infantino dal canto suo sta traghettando la FIFA fuori dell'era degli scandali di Blatter che hanno visto coinvolto anche Platini. Lo scorso 5 giugno, dopo essere stato rieletto presidente della FIFA per acclamazione (mancando di fatto altri candidati), Gianni Infantino ha dichiarato soddisfatto alla platea: «Abbiamo completamente cambiato le cose. La FIFA è passata dall'essere tossica, quasi criminale, a quello che dovrebbe essere: un’organizzazione che tiene al calcio e si impegna a svilupparlo.» Torniamo a noi e torniamo all'ECA con la dichiarazione di Agnelli al termine lavori: "La sensazione prima della riunione di Malta era che tutto fosse già scritto sulla pietra. Ma avete visto tutti che non è così."


Per collegarsi o rileggere la prima parte clicca qui: https://www.juniverse.eu/post/eca-1a-parte




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