• Nicola

Una nuova speranza

Stiamo assistendo alla nascita di una squadra che potrà riaprire un ciclo vincente?

È presto per dirlo, considerando che la vittoria di ieri all’Allianz Stadium è stata sì bella e importante, ma non si può ancora annoverare tra le prestazioni convincenti.

L’intento non è critico, anzi, e nemmeno si vuole fare i sofisticati, ma solo cercare di illustrare le sensazioni ricavate dal match di ieri.

La partita

Un primo tempo sofferto con una squadra molto contratta e molto attenta a non lasciare spazi soprattutto negli ultimi 30 metri.

Per la prima volta, quest’anno, si può dire Allegri abbia aggiustato la partita in corso d’opera.

Quando nei primi 15/20 minuti Dimarco mette spesso in difficoltà il lato destro, il mister richiama Cuadrado e Locatelli per indicare di non andare in inferiorità visto che Fagioli doveva già nella sua zona occuparsi di due centrocampisti.


Visti poi i movimenti a rientrare di Barella su Miretti per tutto il primo tempo, il tecnico livornese gli dirotta Rabiot in pianta stabile mettendo così fine alle incursioni al giocatore sardo.


Le due squadre sono carenti di fantasia e di giocatori che sappiano saltare l’uomo ed entrambe, difatti, sono state attentissime a non lasciare spazi.

Il mister, consapevole i nerazzurri non abbiano giocatori in grado di creare la superiorità numerica ha pensato - come sempre a dire il vero – di fare densità con un baricentro basso ad attendere.

La differenza

Il gol di Adrien inclina la partita mettendola in discesa per i bianconeri. L’azione di Kostic - anche ieri ottimo - è fulminante e sembra proprio figlia della strategia di Allegri, che ha costretto l’Inter ad attaccare con più uomini per trovare spazi lasciando totalmente sguarnita la metà campo.

NB: qui non si vuole lodare la strategia di Allegri, molto rivedibile e inefficace in Europa, ma piuttosto sottolineare come abbia inciso sulla gara.

Il vantaggio è l’episodio che cambia totalmente le due squadre, portando fiducia alla Juventus e disagio ai milanesi.


Una nuova speranza

Nelle ultime partite, l’età media della squadra torinese si è drasticamente abbassata, finalmente si vedono i giovani che attendevamo da tempo. In particolare Fagioli, che nelle due prestazioni - in Champions come ieri sera - ha mostrato una buona maturità tattica.

Arriveranno anche le partite sbagliate ma ormai indietro non si torna.

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