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  • Carlo Barone

Un cavallo! Il mio regno per un cavallo!

Sì, lo sappiamo, si è dimesso il C.d.A. della Juventus in blocco, situazione analoga al 2006, eventi in evoluzione che potrebbero avere conseguenze epocali sulla Juventus e sul calcio italiano, tutto bello e interessante… Ma torniamo alle cose serie.


Il Mondiale qatariota ad oggi sta confermando le attese, ossia una competizione blanda, con molte squadre che stanno deludendo le attese, una nazione ospite che conferma ogni singolo difetto mostrato finora, dal fare sportivamente pena all’avere un’immagine mediatica che a confronto Pacciani sembrava Madre Teresa… e soprattutto, Adrien Rabiot-Provost, il nostro unico e vero Dio, sta facendo sfracelli.


Ci siamo interrogati a lungo sul perché un giocatore come lui, che sicuramente era un fenomeno anche prima, ma che mai aveva espresso il suo potenziale con continuità, sia finalmente esploso nel club o in nazionale.


I maligni potrebbero suggerire che ciò sia a causa di un cospicuo quantitativo di frutti macinati di piper nigrum a ridosso delle proprie natiche, per via di un contratto pantagruelico in scadenza a seguito del quale probabilmente dovrà andare in qualche squadra carneade di bassa Premier League, o perché in mancanza di letteralmente qualsiasi altra alternativa per infortunio, Didier Deschamps ha deciso di farne un punto fermo dei Bleus al Mondiale 2022.


Noi, però, sappiamo benissimo che così non è: è tutto merito dei cavalli, specie di cui il nostro Rabiot è un “Pazzo” rappresentante, dagli zoccoli che ha al posto dei piedi alla fluente zazzera che sventola sulla sua testa a mo’ di criniera.


Rara foto di un "Cavallo Pazzo" Rabiot nel suo habitat naturale. Da segnalare il particolare "Fantino-Acciuga" in arcione all'animale in questo momento

Innanzitutto, al 20 gennaio si disputerà il prestigioso Prix d’Amérique all’ippodromo di Vincennes, competizione storica del mondo dei cavalli. È un evento sentitissimo nel mondo dell’equitazione, cui nessun equino, francese e non, rinuncerebbe. Grande star della competizione fu il nostrano Varenne, ma siamo certi che un Rabiot al galoppo non avrebbe nulla da invidiare ai suoi competitor.


Oltretutto, a inizio settembre c’è stato il Palio di Asti, cui il “nostro” non ha potuto partecipare per pressanti impegni da parte della Juventus, ma siamo sicuri che molta della sua straripante condizione fisica e tecnica fosse dovuta alla preparazione per un evento così estenuante. E poi, a luglio 2023 ci sarà il Palio di Siena - anche quello è un evento per cui forse un’intera stagione di preparazione potrebbe non bastare.


Insomma, non è certo l’ansia del futuro ad aver reso Rabiot un calciatore ottimale: è l’ippica, il mondo dei bai, delle giumente, del piccolo trotto ad averlo definitivamente consacrato come top di gamma, anche nel calcio. Perché alla Juventus, tutti devono intendersi almeno un po’ di ippica…







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