• Danilo Ceci

Prosegue il momento d'oro: la Juve Next Gen avanza in coppa

Dopo le numerose criticità affrontate durante l'inizio della stagione corrente, avaro di risultati e di soddisfazioni, possiamo ormai affermare, con buona cognizione di causa, che Massimo Brambilla ha trovato la quadra.


È un periodo esaltante per la Next Gen, che da oltre un mese ha svoltato sotto tutti i punti di vista e sta manifestando una notevole costanza di rendimento.

Quel gruppo di giocatori scollato, timido, e mentalmente bloccato, è diventato finalmente squadra.


Come se le sorti di Prima Squadra e Next Gen fossero legate a doppio filo, una volta risollevatisi gli uomini di Allegri, han fatto lo stesso i ragazzi dell'Under 23. Sarebbe tuttavia ingeneroso attribuire i meriti di questa crescita alla cabala e al destino.


Dietro a questo momento magico c'è tanto lavoro, abnegazione e tutta una serie di atteggiamenti positivi sia dei calciatori che dello staff tecnico. Nessuno si è mai scoraggiato davanti alle difficoltà, e in poco tempo ci si è tirati fuori da una situazione di classifica assai pericolosa. L'attuale ottavo posto ci racconta che la Juve può dire la sua anche quest'anno, e puntare nuovamente ai playoff.


Il cammino parallelo in Coppa Italia di serie C non è meno esaltante. Ieri sera, a Seregno, il neopromosso Sangiuliano, autentica rivelazione del girone A di serie C, ha ospitato i bianconeri in occasione degli ottavi di finale, in gara unica.


Mister Brambilla ha ritenuto fosse l'occasione giusta per attuare un ampio turnover, che ha coinvolto ben nove undicesimi. Solo Riccio e Besaggio, tra quelli considerati a tutti gli effetti titolari, han preso parte alla gara dall'inizio.


Questo non ha tuttavia suscitato nella squadra un rilassamento generale, come sarebbe stato lecito attendersi. La prestazione non è stata complessivamente buona, ma l'atteggiamento e lo spirito di sacrificio sono stati quelli di sempre. L'evento non è stato preso sotto gamba.


Non ci si poteva nemmeno aspettare che i tanti giocatori a corto di minutaggio riuscissero immediatamente a catapultarsi sul piano sia fisico che mentale in quella che si è rivelata una gara ad alto coefficiente di difficoltà. C'è voluto qualche minuto per riabituarsi ai ritmi e alle sensazioni di campo, poi la Next Gen è andata in crescendo, ed è persino riuscita a sbloccare il risultato al 35' con un tiro da medio-lunga distanza di Cudrig, infilatosi in rete grazie ad una deviazione dell'ex bianconero Alcibiade.


Il resto della gara si è retto su equilibri molto sottili e, malgrado anche la Juve abbia avuto delle occasioni per raddoppiare, il Sangiuliano avrebbe meritato indubbiamente il pari, per quanto prodotto. La fortuna però non capita per caso, e spesso tende la mano a chi sa meritarla.


Qualche episodio arbitrale controverso nei minuti finali ha fatto molto indispettire i padroni di casa, ma il direttore di gara è sempre rimasto lucido, bravo a non farsi trascinare in quel clima da corrida abilmente ricreato dai milanesi, costantemente alla ricerca del fallo da rigore.



Tra le fila dei bianconeri si è rivisto Matìas Soulé, elemento ormai stabile della Prima Squadra, ma tra i giovani meno utilizzati da Massimiliano Allegri. Con il campionato fermo, causa Mondiali, la partita di ieri è stata per lui la giusta occasione per ritrovare minutaggio e sensazioni da gara di provincia.


La prova del talento argentino è stata di qualità e di buona pulizia tecnica, mentre sul piano agonistico lo si è visto un po' indietro rispetto ai compagni, ormai più abituati di lui alla categoria.


Questo 0-1 vedere Raina tra i principali protagonisti, estremo difensore bianconero che ha sventato numerose occasioni del Sangiuliano, compiendo interventi talvolta provvidenziali. Il centrocampo, orfano di Barrenechea e di Iocolano - quest'ultimo entrato (ottimamente) solo nella ripresa - è parso eccessivamente svagato, e non ha garantito la giusta protezione ad un reparto arretrato costantemente sollecitato dagli attacchi avversari.


Da Graca ha lottato come ha potuto, ma la differenza si è vista in maniera evidente con l'ingresso di Emanuele Pecorino. Quest'ultimo, tra i giocatori più in evidenza in questo avvio di stagione, ha reso la vita ai difensori avversari molto più difficile, ha lavorato il pallone con lucidità, e si è guadagnato dei calci di punizione utili a far rifiatare i compagni.


Prestazione di ordine di Palumbo davanti alla difesa, che però garantisce senz'altro meno sostanza e interdizione rispetto al collega di reparto Barrenechea.


Di grande livello la gara di Stramaccioni nel pacchetto difensivo, che ha dovuto far ricorso a tutte le sue risorse per contruibuire alla resistenza dei suoi di fronte ai colpi violenti del Sangiuliano.


La Juve intanto si gode i suoi 5 successi e 1 pari nelle ultime 6 partite, tra campionato e coppa, e guarda al futuro con rinnovato ottimismo e con qualche arma in più su cui poter contare. Oltre alla possibilità di impiego di Soulé, momentaneamente a disposizione della Next Gen, si rivedono i volti di Savona, Ntenda e Felix Correia, ormai in via di recupero dai rispettivi infortuni. E chissà che presto non possa tornare anche un certo Kaio Jorge.


Sangiuliano - Juventus Next Gen 0-1


Reti: 35′ Cudrig


Sangiuliano (4-3-3): Sposito, Zanon, Guerrini, Pedone, Miracoli, Qeros (73′ Saggionetto), Cogliati (87′ Ippolito), Marchi, Fusi (63′ Fall), Baggi, Alcibiade. All. Ciceri. A disp. Cervellera, D’alterio, Serbouti, Ippolito, Bruzzone, Casali, Deiana, Zugaro, De Respinis, Guidetti, Pascali


Juventus Next Gen (4-2-3-1): Raina; Barbieri, Riccio, Stramaccioni, Verduci; Palumbo, Besaggio; Cudrig, Soulé (80′ Compagnon), Sekulov (67′ Iocolano); Da Graca (67′ Pecorino). All. Brambilla. A disp. Scaglia, Senko, Savona, Nzouango, Poli, Rafia, Cotter, Lipari, Ntenda, Cerri, Barrenechea



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