• Pasquale Troiano

Torino - Juve, approccio sbagliato ancor prima di giocare il derby

I bianconeri di Andrea Pirlo si preparano a scendere in campo nel Derby della Mole contro il Torino di Nicola con uno dei peggiori approcci mentali degli ultimi anni. Verrebbe proprio da dire che in quel de La Continassa ultimamente si predica bene (interviste e conferenze) e si razzola male (in campo/extra campo).

A due giorni da una partita così importante, in un periodo così determinante per le sorti della Vecchia Signora – che contro il Benevento ha già definitivamente abdicato per lo scudetto facendo una pessima figura – non è tollerabile che si verifichino situazioni come quella riguardante la festa, la cena, – o come la si vuol chiamare – che ha coinvolto Dybala, Arthur e McKennie. È sì vero che non è la prima volta che accadono determinate cose extra campo, ma è altrettanto legittimo da parte di tifosi e società, durante una situazione mondiale simile e una situazione sportiva tutt’altro che rosea, pretendere un comportamento diverso.

A deludere è stato soprattutto Paulo Dybala, da sei anni alla Juve, vicecapitano, giocatore simbolo, numero Dieci. Lui dovrebbe dare l’esempio, invece è stato protagonista in negativo. Era finalmente arrivato il momento di rivederlo in campo da gennaio, ma occorrerà aspettare ancora. I tre sono stati multati pesantemente dalla società (oltre che dallo Stato) e sono stati messi fuori rosa temporaneamente. Salteranno quindi sicuramente il derby, e probabilmente anche il recupero col Napoli del 7 aprile.

Il Derby


Ma veniamo alla partita. Con queste premesse non si annuncia una gara semplice, anzi, sarà sicuramente ostica e complicata per la compagine bianconera. Ma a Torino piove sempre sul bagnato

Infatti oltre all’esclusione per motivi disciplinari dei tre sopracitati, mancheranno per covid sicuramente anche Bonucci e Demiral che sono stati contagiati nelle rispettive nazionali. Siamo in attesa di capire se anche Szczesny potrà o meno essere della partita, così come gli altri nazionali italiani.


Insomma, la situazione è tutto fuorché semplice, dentro e fuori dal campo. Ci aspettiamo una presa di coscienza della squadra, una reazione feroce, una reazione da Juventus, sul campo. Non è più il tempo delle parole Già da qualche settimana è tempo di fatti, di dimostrare il proprio valore sul rettangolo verde. A fine stagione, poi, si tireranno le somme e verranno prese le dovute decisioni dalla società per quel che riguarda lo staff, la dirigenza e il gruppo squadra.


Testa al Toro, testa al Derby della Mole.

Torino deve rimanere bianconera.

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