• Carlo Barone

Star JuWars - Una nuova speranza (in dirigenza)

"Il pesce puzza dalla testa", si dice; ebbene, provare a mettere qualche aroma in più per "profumarlo" può servire.

È inutile sottolineare quanto sia importante una figura dirigenziale di spicco: nella storia della Juventus si sprecano questi profili, da Boniperti all’Andrea Agnelli pre 2018, come anche Marotta e Moggi - su quest’ultimo andrebbe fatto un discorso a parte, vista la “conclusione” della sua carriera, ma diciamo che, dal lato di mero dirigente sportivo, ha fatto un grandissimo lavoro.

Lo stato dirigenziale attuale, purtroppo, è quello che è: un presidente in pieno delirio di onnipotenza che ha visto squagliarsi nelle sue mani squadra, dominio sportivo e quel progetto Superlega cui tanto teneva. Va da sé che anche il resto patisce, e i recenti scossoni lo dimostrano.

È quasi inutile rimarcare quanto dannoso sia stato il lavoro del predecessore degli attuali dirigenti: un Paratici investito di responsabilità probabilmente esagerate ha perpetrato crimini dirigenziali inenarrabili; il già citato delirio di onnipotenza ha probabilmente convinto l’ex Chief Football Officer della Juventus di essere “quello bravo” del duo con Marotta, portando ad acquisti e rinnovi scellerati.


Comunque, lo scossone recente ha investito Federico Cherubini come direttore sportivo e Maurizio Arrivabene come amministratore delegato; è in particolare su costui che vorremmo focalizzarci.

Volto austero e poche parole, ad oggi un buon identikit

Maurizio Arrivabene, meglio noto come “Arribabien” nel mondo social, è un dirigente di professione non strettamente calcistica; questa cosa ha fatto storcere il naso a molti, unito al fatto che, venendo dal mondo Ferrari, sia passato come l’ennesimo fedelissimo degli Agnelli “messo lì”, al posto di gente più preparata.

Una volta tanto, vogliamo spezzare un’arancia (cit.) a favore di questa mossa: il profilo su cui si può discutere è magari Cherubini, il cui CV è un po’ scarno ma che comunque non ha ancora fatto investimenti giudicabili; su Arrivabene, a conti fatti, si può dire proprio poco.

Come detto, è un dirigente non strettamente calcistico, ma comunque un dirigente sportivo; gli sono state fatte svariate colpe legate al rendimento discutibile della Scuderia del Cavallino, ma in realtà la Rossa ha conseguito risultati sicuramente ottimali e decisamente migliori dei predecessori; oltretutto, è sempre stato “sul campo”, o meglio - “sul circuito”: numerosi sono i suoi bloopers al box in cui esulta e si lascia andare, più svariate apparizioni al fianco dei suoi piloti.

Insomma, è un personaggio che “c’è”, ed è un buon passo in avanti in una dirigenza che poche volte ha mostrato se stessa, anche a livello di mere dichiarazioni. Negli ultimi due o tre anni sono stati tanti i momenti in cui la Juventus veniva attaccata, e il responso dei piani alti era un silenzio stampa che sapeva più di coda di paglia che di superiorità. Arrivabene è stato il primo, dopo tanto tempo, a lamentarsi di attacchi e quant’altro.

Le sue ultime uscite pubbliche riguardano invece lo status dei giocatori, condite da alcune frecciate a giocatori, procuratori e rinnovandi; in generale, ci “mette la faccia”, che è una caratteristica sicuramente positiva. Sono rivedibili alcuni modi e tempi, ma tant’è. Ad esempio, la recente uscita su Dybala ha fatto storcere il naso ai più, visto che il rinnovo era stato praticamente ufficializzato a ottobre, ma le recenti prestazioni della Joya un po’ fanno pensare.


Diciamo che Arrivabene ha detto ciò che molti tifosi e non solo hanno pensato molto forte, soprattutto dopo l’ultimo mese in cui Dybala ha sì bucato Roma, Udinese e Sampdoria, ma con le due milanesi non ha esattamente lasciato il segno.

Insomma, la dirigenza sta seguendo un nuovo corso; sicuramente i fasti dei mostri storici sono difficilissimi da replicare; l’inizio, tuttavia, sembra promettente su più piani. E chissà che Arrivabene e Cherubini non ci regalino un colpo grosso davanti a breve…

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