• Francesco Rea

Ritirata tattica

Dispiace che il 124º compleanno della Juve coincida con uno dei momenti fra i più deludenti degli ultimi dieci anni. È vero, fa parte della ciclicità delle cose, ma questa nostalgica consapevolezza non allieta in nessun modo l’animo di una tifoseria inviperita. La sconfitta con il Verona, guidata splendidamente dall’ex Igor Tudor, è solo l’ultimo dei segnali d’emergenza che ha spinto il Mister a prendere una decisione inusuale nell’ambiente bianconero: tutti in ritiro fino alla prossima partita.

Si parla di un confronto durissimo avvenuto nel post-partita tra l’allenatore e la squadra, troppi gli errori commessi e del tutto ingiustificato l’atteggiamento degli undici in campo, incapaci di calarsi consciamente in un contesto di estrema difficoltà. Tuttavia, il ritiro non sembra assumere contorni vessatori, ma rappresenta forse l’ultima spiaggia per ritrovare compattezza ed unità di intenti.


Resta il fatto che ad un anno di distanza è cambiato veramente poco: preoccupante che sia ancora questa la criticità principale da affrontare, la stessa sottolineata dallo stesso Tudor - ironia della sorte - dopo i primi scricchiolii della Juventus di Pirlo. Ancora più allarmante ritrovarsi in una situazione del genere sotto la guida di Allegri, spesso criticato per le idee di gioco portate in campo, ma sempre all’altezza nel portare equilibrio e tranquillità anche negli ambienti più disastrati.


È fuor di dubbio che le responsabilità principali siano soprattutto in capo al Mister, il cui pragmatismo è finora servito a poco nella ricerca di certezze. Dal canto loro, molti giocatori non sembrano aver compreso appieno il momento che sta attraversando la squadra, non riuscendo a portare sul campo una determinazione sufficiente, quantomeno tale da pareggiare quella avversaria. Non può che essere questo il primo step su cui devono concentrarsi tutti quanti: un lavoro che deve essere fatto di squadra e riconfermato con spontaneità ogni singola partita, come accadde, sempre con Allegri, nel novembre del 2015. Difficile credere che l’esito di questa stagione possa essere lo stesso, ma è impensabile che questa sia la vera Juve.

Siamo abituati a ben altro.


Buon 124º compleanno, Vecchia Signora.


“È abitudine della Juventus dire e credere che quando le cose vanno bene il merito è dei giocatori, quando vanno meno bene la responsabilità è della società” – Gianni Agnelli, La Stampa, 6 marzo 1991.

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