• Frank Lenardon

Perché la Superlega conviene anche alle piccole squadre.

Partiamo da un presupposto: alle piccole/medie società non interessa competere, piuttosto vendono i buoni talenti alle big tirando il prezzo anziché programmare per essere competitive.


Facciamo l’esempio di un’Udinese (non me ne vogliano i tifosi friulani) che trova qualche bel prospetto e azzecca la stagione-favola: centra il quarto posto, vende i migliori, subisce 6 sconfitte nette nella fase a gironi di Champions e si gode i 40mln di premio partecipazione galleggiando al decimo posto in Serie A per le successive sei stagioni.

Queste squadre il grosso dei guadagni lo fanno al botteghino: il biglietto più economico alla Dacia Arena per Udinese Juventus parte da 80€, con lo stadio gremito per venire a vedere Cristiano Ronaldo e Paulo Dybala.


Mettiamo altre due squadre, Milan e Inter in questo caso, in grado di portare alla Dacia Arena giocatori come Leo Messi o Neymar?

Le giornate da incasso-record per l’Udinese passano automaticamente da una a tre. E già questo è un guadagno per le piccole società.


Cristiano Ronaldo nella sua celebre esultanza nella Dacia Arena di Udine tutta esaurita - Juventus.com

Punto numero due: se escludessimo le tre big dalla Serie A, chi spenderebbe 30€ al mese per guardare il campionato in televisione? Al contrario, se le grandi squadre fossero in grado di portare grandi campioni nel nostro Paese, il valore della lega aumenterebbe con conseguente crescita del valore dei diritti TV anche all’estero. E anche questo sarebbe un ulteriore guadagno per le società.


Nella serata di ieri, il presidente del Real Madrid e della nascente competizione Florentino Perez, ospite di El Chiringuito ha infatti dichiarato che “Il nostro non è un progetto chiuso. È una piramide: noi generiamo entrate e le redistribuiamo più in basso.” (Fonte: la Gazzetta dello Sport).


Con dei maggiori introiti, le proprietà potrebbero appunto optare per investire in nuove strutture come stadi, centri sportivi e medici, settori giovanili: proprio la ricetta che tanto invidiamo al calcio estero, dove dalle “cantere” escono giovani talenti dal grande potenziale, dai quali ricavare denaro dalla vendita, oppure utili per accrescere la competitività della propria squadra e potersi giocare l’accesso alle competizioni di maggior interesse, come appunto un posto in Superlega.


Se questo fosse considerato un piano troppo a lungo termine in un mondo che necessita del “tutto e subito”, possiamo portare l’esempio dell’Atalanta. La squadra bergamasca è indubbiamente un progetto da ammirare e prendere come esempio: attraverso un’eccellente programmazione e sviluppo del settore giovanile, è stata in grado di costruire una realtà importante capace di arrivare prima agli ottavi e poi ai quarti di finale di Champions League, finché squadre oggettivamente più forti (Real Madrid e Paris Saint Germain) non hanno avuto la meglio.

La recente sfida di UEFA Champions League tra Atalanta e Real Madrid al Gewiss Stadium di Bergamo - SkySport

Qualificazione che porterebbe automaticamente nelle casse del club atalantino 400 milioni di euro circa.

Ecco che le squadre in Serie A citate prima, in grado di portare i grandissimi calciatori nel nostro campionato, passano da 3 a 4, con conseguente valorizzazione delle sponsorizzazioni, dei diritti televisivi e dell’attenzione mediatica anche per le società minori come nell’esempio citato all’inizio dell’articolo.


Ricordiamo le parole del presidente della Lazio Claudio Lotito, oggi contrario alla Superlega, che nel 2016 si rivolse in questi termini a Pino Iodice, all’ora D.G. dell’Ischia: “Perché io quando vado a vendere i diritti televisivi - che abbiamo portato a 1,2 miliardi grazie alla mia bravura, sono riuscito a mettere d'accordo Sky e Mediaset, in dieci anni mai nessuno - fra tre anni se c'abbiamo Latina, Frosinone, chi c... li compra i diritti? Non sanno manco che esiste, Frosinone. Il Carpi... E questi non se lo pongono il problema!" (Fonte: la Gazzetta dello Sport).

Fonte: gazzetta.it

A meno che non si voglia fare la solita retorica all’italiana sui sogni dei bambini e sulle favole, cacciando le tre big dalla Serie A…

Tanti auguri a chi spera di vendere il prodotto a qualcuno interessato al big-match scudetto tra Verona e Spezia il lunedì sera.

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