• Danilo Ceci

Nona sinfonia: la Juve va in Sardegna da neo-campione d'Italia

Maurizio Sarri è stato spesso accusato nella sua carriera, tra le altre cose, di essere eccessivamente lamentoso e di avere una certa tendenza ad accampare scuse per incensare i propri successi o giustificare le sconfitte.


Quando però pochi giorni fa ha dichiarato che quest'ultimo è stato il campionato di serie A più difficile di sempre è stato impossibile non dargli ragione.

La stagione è iniziata di fatto dodici mesi fa, e tre di questi sono trascorsi in un lungo stop che ha mandato completamente alle ortiche la preparazione atletica delle squadre. A seguire una ripresa nella quale disputare quasi tutto il girone di ritorno, scandita da gare da giocare ogni tre giorni in questi afosi mesi estivi.


A tutto ciò va aggiunto anche il danno morale ed emotivo causato dalla pandemia.

Decine di migliaia di morti, centinaia di migliaia di infetti - inclusi alcuni calciatori della Juve, come ben sappiamo - sirene di ambulanze per le strade, un Paese in ginocchio dal punto di vista sanitario ed economico.


Ma tornando ad un lato meramente sportivo le difficoltà non sono state da meno, soprattutto in quanto a competitor.

A scapito di un Napoli nettamente più in difficoltà rispetto alle scorse stagioni abbiamo potuto assistere all'exploit di altre tre squadre che hanno dato filo da torcere ai bianconeri quasi fino al termine del campionato:


- La nuova Inter di Conte, allenatore abituato a vincere già alla sua prima esperienza in una nuova squadra, e per il quale è stata fatta una campagna acquisti senza badare a spese;


- La Lazio di Inzaghi, che fino all'interruzione per il lockdown è stata la rivale più agguerrita dei bianconeri, quella più continua e indicata da tutti gli addetti ai lavori come anti-Juve numero uno. I biancocelesti però sono stati tra tutti quelli che hanno patito di più il rientro in campo dopo la quarantena;


- La straordinaria Atalanta di Gasperini, che non finisce mai di stupire e migliora di anno in anno. È stata un po' l'underdog di questa stagione di A, nessuno ha probabilmente mai pensato a loro per la corsa allo scudetto, ma se i bergamaschi avessero vinto lo scontro diretto con la Juve un paio di settimane fa - e ci sono andati vicinissimi - sarebbe potuto accadere di tutto.


Tutto questo è più che sufficiente a restituire consapevolezza - a chi il calcio non lo segue coi paraocchi - dello straordinario lavoro compiuto ancora una volta da questo gruppo di ragazzi, che da nove anni domina la scena italiana.


Ci sarà poi occasione di approfondire i meriti e le valutazioni dei singoli componenti della Juve, ma è intanto doveroso aprire una piccola parentesi in favore dell'ipercriticato condottiero di questa nave, Maurizio Sarri.


Lui è uno di quelli che ci è arrivato da lontano al calcio che conta, che da piccolo sognava di vincere lo scudetto e - come detto da lui stesso - non ce l'ha fatta da grande, ma da vecchio. Ha avuto l'ardire di mollare un impiego in banca sicuramente soddisfacente per entrare a far parte di un mondo senza certezze, solo perché quella era la sua passione.


È stato accusato dai rivali, dalla stampa e talvolta dai suoi stessi tifosi di essere un eterno perdente, un buzzurro, un intruso nell'ambiente Juve.

Invece bisogna arrendersi al fatto che, evidentemente, questo allenatore il suo lavoro sa farlo eccome.


Ma la stagione non è finita qui, perché dopo queste ultime due giornate di campionato che hanno poco da dire in termini di classifica, si torna in campo per la prestigiosa Champions League, con i bianconeri chiamati il prossimo 7 agosto a ribaltare la sconfitta dell'andata per 1-0 contro il Lione.


Intanto però stasera si gioca, e l'avversaria sarà il Cagliari di Walter Zenga. Una partita che apparentemente non porta enormi stimoli ma che sarà importante per tentare qualche esperimento, regalare una vetrina importante ad alcuni ragazzi dell'U23 e proseguire la preparazione fisica e mentale in vista del match di Champions.


Staccare completamente la spina in questo momento non consentirebbe poi a bianconeri di arrivare all'impegno col Lione al cento per cento, ed è per questo che il livello di impegno e abnegazione, dati anche i tempi strettissimi sul calendario, deve restare totale.


Malgrado ciò è altrettanto corretto utilizzare le prossime due gare, in particolare quella di stasera, per far riposare tanti giocatori con un eccessivo minutaggio a carico, scongiurando infortuni e affaticamenti vari.


Come già accennato, sarà molto curioso vedere all'opera alcuni dei ragazzi dell'U23 che oramai da mesi fanno stabilmente parte del gruppo della prima squadra.

È possibile ci possa essere addirittura una chance dal 1' per la maggior parte di loro e gli indiziati principali sono 4:


- Coccolo: difensore centrale all'occorrenza schierabile da terzino, potrebbe prendere stasera il posto di Alex Sandro sulla sinistra;


- Muratore: centrocampista centrale classe '98 già venduto all'Atalanta per la prossima stagione;


- Olivieri: esterno d'attacco che ha già esordito negli ultimi minuti con il Genoa, potrebbe completare il tridente d'attacco con Higuain e...


- Zanimacchia: ala di talento, tra i protagonisti principali dell'U23 in questa stagione, si candida per una maglia da titolare sulla fascia destra d'attacco.


La curiosità è tanta e, in attesa della partita di stasera, l'invito è sempre lo stesso: restate sintonizzati.

33 visualizzazioni
  • Bianco Instagram Icona
  • YouTube - Bianco Circle

Questo sito non è in alcun modo autorizzato o connesso con la Juventus F.C. S.p.A.


This website is in no way authorised or connected with Juventus F.C. S.p.A.

©2019 by Juniverse. Proudly created with Wix.com