• Nicola

Lettera aperta ad Andrea Agnelli e Massimiliano Allegri. Ovvero meritiamo un calcio migliore

Con questo nostro articolo non intendiamo ampliare la guerra tra gli allegriani - e chi scrive oltretutto ne fa parte - e gli Allegri out, ma piuttosto di porvi rimedio.


Caro presidente

Per capirci è necessario partire dalla favoletta raccontata da Massimiliano sul DNA Juve in TV qualche tempo fa. (ascolta qui)

Bella e persuasiva senza dubbio, ma in sostanza, giustifica il giocare male.

Lì per lì la si prese per simpatica e verosimile, tanto, uno poi pensava, che il buon Max avrebbe fatto di testa sua o comunque come gli pare.


Invece al rientro del vate Livornese, le speranze di gran parte della tifoseria juventina sono franate dopo poche partite, e non ci riferiamo ai risultati sul campo. La guerra così tra le due fazioni (allegriani VS antiallegri) ha ripreso più vigore.

Gli Allegriani

La vita di noi Allegriani è durissima, perché ogni maledetta domenica deve elaborare scuse e attenuanti, per poi argomentarle con la fazione opposta.


Tra le attenuanti viene citata per prima quella della rosa scarsa e infame. Viene da chiedersi però se sia più infame di quelle delle retrocesse Genoa e Venezia, contro le quali la Juve ha giocato due tra le partite più strazianti.

Oppure più scarsa di Spezia, Salernitana, Cagliari, Empoli. O peggiori di Torino, Verona, Udinese, affrontate in un altro trio di partite indecenti sotto ogni aspetto e non solo emotivo.


Ma non solo: se non abbiamo vinto uno straccio di scontro diretto, è solo colpa della rosa mal costruita? Anche fosse è così difficile infiammare almeno una volta gli spalti con una prestazione calorosa?

SuperLega

Salta subito all'occhio, dopo l'ultima annata, che il programma scelto da lei, presidente, fa a cazzotti con la realtà. Nella sua presentazione si dichiarava che occorre attrarre i giovani e gli spettatori del futuro.

Sì, ma come?

Con queste prestazioni?


Si può essere Allegriani ma senza nascondere la testa nella sabbia. Poiché la realtà è sotto gli occhi di tutti: la Juventus gioca da far schifo e non solo non c’è alcuna possibilità di attrarre nuovi spettatori, ma si incorre anche nel rischio di far scappare pure quelli vecchi!


Stakeholder

Questo è un altro dei termini utilizzati da lei presidente negli ultimi 18 mesi.

Con cosa vuole coinvolgere nuovi soggetti?

Con le prestazioni del Derby? Francamente fossi stato uno stakeholder avrei detto che la squadra su cui investire era il Torino di Ivan Juric.


Generazione Fortnite

Uso le sue parole presidente:

"Il calcio sta vivendo una crisi enorme di appeal che investe le nuove generazioni. Hanno inciso gli stadi chiusi da un anno. I più giovani vogliono i grandi eventi e non sono legati a elementi di campanilismo".


"La mia generazione lo era molto di più. Il 40 per cento dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni non prova alcun interesse per il calcio. Per chi ha figli di dieci, quindici, vent’anni la disaffezione è più che palpabile: i giovani si interessano ad altre cose. Questo triste fenomeno ha subìto un’accelerazione a causa della pandemia".


"Serve una competizione in grado di contrastare quello che loro riproducono sulle piattaforme digitali, trasformando il virtuale in reale. Attraverso Fifa crei la tua competizione, quella competizione va riportata nel mondo reale. Andiamo incontro ai giovani, che ora hanno come centro dell’attenzione Call of Duty o Fortnite".


Queste le sue parole in una delle convention tra calcio, business e futuro.

Ma parafrasando,

“Se la SuperLega piange, la Juventus non ride", e soprattutto è assolutamente impensabile attrarre la generazione Call of Duty o Fortnite così!

Meglio che se ne renda conto quanto prima.


I mezzi progetti

L’abbandono dei progetti Sarri prima e Pirlo poi, con la restaurazione del calcio salvadanaio è in netto contrasto con il programma di ricerca di nuovi spettatori da lei dichiarato, che punta ad attrarre i giovani.

Se in parte alcuni di noi tifosi non capirono il primo cambiamento, abortito in una sola stagione… con il secondo, dalla scelta all'esito finale, siamo sfociati nel ridicolo.

Adesso abbiamo un nuovo progetto e va bene... ma le generazioni Fortnite?

Sono ancora l'obbiettivo da attrarre?

Con queste prestazioni?

Ci dia retta presidente, elimini definitivamente quel DNA.

Allegri

Caro Max, noi ti stimiamo e ti vogliamo bene lo stesso, ma il principale e netto cambiamento di mentalità deve partire da te!

Qui nessuno ti chiede "guardiolate" con formazioni in finali di Champions alquanto bizzarre.


Ma ad esempio vede che a furia di risparmiare forze e gestire le partite ci si dimentica di giocarle?

Nessuno più ricorda cosa voglia dire ribaltare un risultato, uscire dal campo con il cuore in gola. Abbiamo troppa di quella "halma" e flemma che qualsivoglia Cacace, Zurkowsi, La Mantia, Kiwior, Manaj, Bani, Theate, Vodisek sembrano dei palloni d’oro in confronto ai nostri.


Questa squadra è anaffettiva, non dà emozioni, non entusiasma se non gli avversari, ed è più facile addormentarsi o arrabbiarsi che gioire.

Se sbagliano passaggi di 5 metri (persino di tre!) il problema è nella gestione; se gli alunni continuano a fare gli stessi sbagli vuol dire che è il metodo di insegnamento che è sbagliato.


Basta dare un'occhiata al lavoro di Mourinho. In termini di risultati ha fatto peggio di lei, ma a Roma è adorato dai più.


L’idea di preservare per arrivare in fondo a tutte le competizioni non serve a molto se poi non riusciamo nemmeno ad avvicinarci lontanamente alla possibilità di vincere.


Caro mister, nel calcio vincere è sì l'unica cosa che conta, ma nella vita - e nel calcio - le emozioni contano ancora, e tanto. Se lo ricordi per la prossima stagione.

2.514 visualizzazioni1 commento

Post recenti

Mostra tutti