• Andrea Giostra

La spirale degli errori tecnici



Inter-Juventus è finita, Juventus-Sassuolo è alle porte. Gli impegni ravvicinati riducono il tempo delle analisi, e per fortuna anche quelli delle polemiche, sempre ferventi quando dal dischetto va la Signora.


Ma nel marasma di Var, rigori, non rigori, l’immagine di domenica sera che non riesco a rimuovere dalla mia testa è una sola: l’interminabile catena di errori tecnici inanellata da Rodrigo Bentancur.


Nelle settimane scorse il ragazzo, sempre titolare, ha messo in fila una serie di prestazioni convincenti almeno sul piano della sostanza. L’applicazione del teorema Allegriano della complementarità tra lui e il Manuel nazionale sembrava aver portato i suoi frutti.


I due, insieme, riescono ad assortirsi e a svolgere tutti i compiti della mediana.

Loca taglia, cuce, pulisce, alza la testa e toglie linee di passaggio.

Benta pressa, corre indietro, contende, anticipa, tutte cose in cui se la cava più che bene.


Diverso il copione di domenica sera: Benta entra e, a raffica, infila una lunga serie di errori tecnici su giocate anche semplici, gravandosi di compiti di palleggio che, sino ad ora, erano stati delegati al giovane compagno di reparto.

Quali le cause?


Spina staccata

Prima tra tutte un approccio poco convinto al match: molto giocatori faticano a calarsi nella realtà della partita da subentranti e per “Lolo”, abituato in questa stagione a partire dall’inizio, la cosa può aver inciso.


Formazione atipica

L’Allegrata stavolta non è uscita.

Il mister ha tentato di sparigliare le carte con qualche scelta un po’ naive, ma l’esito probabilmente è stato quello di creare un po’ di confusione nella mediana e nel reparto avanzato che, difatti, è stato poco rifornito e in generale non ha brillato.


La stanchezza

Le numerose partite ravvicinate e l’impiego costante hanno sicuramente affaticato Locatelli che, ad ogni evidenza, domenica è parso un po’ meno onnipresente del solito.

Una sua minore presenza può aver portato l’uruguagio a riappropriarsi di compiti di impostazione parzialmente abbandonati, riportandoci per 70 minuti alle tragiche notti di Oporto.


Analizzate cause ed effetti, quale la soluzione?

La mediana Benta-Loca non sarà strepitosa ma funziona. I numerosi impegni stagionali, tuttavia, non permettono un impegno continuativo dei due, con le ricadute che abbiamo visto.


Urge quindi trovare un piano B che veda Arhtur come pedina interscambiabile fondamentale per un centrocampo anche diverso, ma non meno efficace, così come urge comprendere che, in uno schema tattico come questo, Ramsey sembra quanto mai superfluo e fuori collocazione. Una sua cessione a gennaio (che ci eviterebbe anche l’opzione per un anno di estensione contrattuale) e il contestuale acquisto di un rinforzo utile al progetto intrapreso, sarebbero le soluzioni migliori per evitare di rivedere il nostro Rodrigo spaesato e in balia delle solite incertezze.


Cuique suum, in sostanza.

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