• Elia Robino

La Juventus può davvero fare a meno di Bonucci?



Non può essere una pausa nazionali che si rispetti senza lasciare in eredità un qualche infortunio in casa Juventus.


Questa volta tocca a Leonardo Bonucci che prima della gara contro l’Estonia di una settimana fa accusava un infortunio muscolare che lo dovrebbe tenere fuori dal rettangolo verde per almeno 20 giorni.


Il calciatore di origini viterbesi acquistato dal Bari nel 2010 e sempre colonna della Juventus esclusa la parentesi milanista è quella che si può dire una delle certezze della squadra torinese, nel bene o nel male.


La notizia di un suo infortunio muscolare è infatti una doppia notizia: il primo pensiero va ad un reparto – la difesa – sempre più corto ma il secondo è che gli infortuni per il calciatore sono una vera e propria novità.


Per trovare un suo infortunio più lungo di 20 giorni bisogna andare indietro fino alla stagione 2016/2017 dove a fine novembre dopo un movimento innaturale che gli causerà un risentimento al flessore della coscia sinistra resterà fuori per quasi due mesi.


A 33 anni potrebbe essere il segno di un primo declino fisico da parte di un calciatore che ha sempre avuto necessità di giocare più minuti possibili per mantenere in piena forma la propria condizione fisica e muscolare.

La sua assenza unita a quella di Giorgio Chiellini, ormai sempre più verso la fine della sua carriera, sarà uno dei problemi da risolvere da Mister Pirlo nel ritorno al calcio di club.


Per quanto Bonucci sia sempre al centro delle critiche di molti per uno stile difensivo forse non proprio ortodosso la sua assenza sia dal punto di vista tecnico che emozionale sul piano della partita si farà sicuramente sentire.


Il rientro dopo un lungo stop di Matthijs De Ligt – che virtualmente avrebbe dovuto sostituire l’assenza di Chiellini – come caratteristiche si sposa bene con l’interpretazione al ruolo di Bonucci, essendo entrambi due calciatori dal piede non banale, ma resta comunque un problema numerico: insieme a Danilo e Demiral sono in quattro per tre posti, con il turco che non sembra ancora maturo per essere titolare inamovibile nella retroguardia bianconera.


Una soluzione potrebbe essere l’adattamento di Alex Sandro a braccetto sinistro della difesa a tre.


Il calciatore è dagli ultimi due anni di Allegri che ha avuto una evoluzione più difensiva e attenta nel ruolo di esterno e il suo spostamento ad un po’ di distanza dalla fascia potrebbe pagare come scommessa.


L’altra risposta all’emergenza in difesa potrebbe trovarsi già alla Juventus, ma in un’altra rosa: l’under 23.

Nella compagine B della squadra del capoluogo piemontese sta facendo molto parlare di sé il difensore classe 2002 Radu Dragusin.


Di origini romene si fa riconoscere subito per caratteristiche fisiche decisamente sopra categoria, che con un allenatore con un occhio di riguardo verso i giovani come Andrea Pirlo possa già nel prossimo futuro esserci il suo esordio in prima squadra?


In conclusione una piccola riflessione sul ruolo di Leonardo Bonucci alla Juventus.

Il calciatore è divisivo è non può essere altrimenti essendo un calciatore “estremo” con grandi qualità e grandi difetti, mixati in egual quantità.


Eppure la sua assenza mette in crisi la squadra come forse solo quella di Cristiano Ronaldo nella rosa dimostrando che il suo talento “weird” è ancora oggi come nella prima Juventus vincente di Conte più che mai fondamentale.


Nel bene e nel male.

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