• Francesco Rea

L’unica cosa che conta

Altra vittoria portata a casa e quindicesimo risultato utile consecutivo, bottino per nulla scontato visto il perenne affollamento dell’infermeria. È stata ancora una partita sofferta ma gestita con maturità ed unità di intenti, tre punti che ci permettono di mettere in sicurezza il quarto posto e rappresentano un’altra tappa di un percorso ancora profondamente incerto.

Difficile dire dove arriveremo e se riusciremo a mantenere il ritmo delle ultime partite, di certo c’è che la squadra sta crescendo e finalmente sembra aver trovato un equilibrio.


“Vincere era importante per consolidarsi e per prepararci alla difficile partita di mercoledì”


Come spesso accade, mister Allegri sottolinea in conferenza l’importanza della vittoria per preparare gli impegni più importanti della stagione. Il consolidamento della squadra è sotto gli occhi di tutti, partita dopo partita si confermano le prestazioni degli uomini chiave, i punti di forza e (ahinoi n.d.r.) quelli di debolezza.


Pur nelle già ricordate condizioni di emergenza, quello che emerge dall’ultimo periodo è la decisione con la quale la squadra affronta le partite e come tutti i componenti sembrino aver assorbito il concetto espresso più volte dal mister: il risultato prima di tutto.

Ad oggi questo è sicuramente un punto di forza della squadra, un solido appiglio a cui aggrapparsi nelle difficoltà, nella speranza che non si tramuti in alibi quando le aspettative e le pressioni saliranno.

Nella trasferta di Genova ci sono altre conferme degne di nota. La prima porta il nome di Alvaro Morata, vero mattatore della serata, efficace risolutore nelle veci di Dusan Vlahovic e instancabile primo difensore della squadra. Al suo fianco Kean si dimostra finalmente più che utile nell’aprire la difesa avversaria e ci ricorda di quale strapotere fisico dispone.


Chi continua a ribadire l’assoluta imprescindibilità, qualora ce ne fosse bisogno, sono Szczesny e Cuadrado. Il primo salva il risultato parando il rigore a Candreva, svigorendo le fila blucerchiate, il secondo propizia l’ennesimo autogol che ci regala il gol del vantaggio. Un’ultima menzione, fra i lati positivi e le conferme che la partita di sabato ci ha regalato, la merita il numero 5 bianconero. Arthur ha fatto un’altra prova di qualità e personalità davanti alla difesa, che ci ha garantito un’uscita palla più agevole e un’elusione del pressing più efficace. Non chiedetegli di mandare in porta i compagni con lanci di quaranta metri, non è il suo mestiere, ma provate ad affidargli le chiavi del centrocampo e sarete ricompensati. Non sarà un fenomeno ma ad oggi è quello di cui abbiamo bisogno per lottare per il vertice.


Non è di certo un fenomeno neanche Rabiot, una delle poche note negative della formazione scesa in campo sabato sera. Il francese non riesce proprio ad ingranare, troppi gli errori a cui si espone e troppo remissivo l’atteggiamento con cui affronta gli avversari. Al conto si aggiunge un altro aspetto negativo, ormai elemento strutturale della squadra: l’incapacità di controllare la partita per novanta minuti.


Sarà la stanchezza diffusa, saranno le caratteristiche dei singoli o la poca incisività di Allegri, ma non siamo ancora in grado di gestire i ritmi delle gare, capire i momenti ed agire di conseguenza. Quella che sul 2-0 sembrava una partita da portare tranquillamente a casa, ha rischiato di convergere verso i soliti 20' di sofferenza finale. È probabilmente una condizione con cui fare i conti e la vittoria rende più facile abituarcisi, almeno fino a quando sarà l’unica cosa che conta.

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