• Danilo Ceci

Juve U23 - Pro Sesto: buona la prima nel segno di Felix Correia

Aggiornato il: ott 2

È cominciata come meglio non poteva l'avventura di Lamberto Zauli sulla panchina della Juventus U23, promosso dall'U19 dopo il clamoroso ribaltone sulla panchina della prima squadra che ha portato Pirlo subito tra i grandi.


Avevamo lasciato i nostri ragazzi ai quarti di finale dei playoff, quando si era dovuto abbandonare il sogno serie B dopo un beffardo 2-2 contro la Carrarese che ci è costato l'eliminazione, nonché l'accesso ai toscani in semifinale, poiché meglio piazzati in classifica nella regular season.


La scorsa stagione però ha anche donato immense gioie e soddisfazioni: tutti ricordiamo bene la Coppa Italia di Serie C sollevata al cielo dai nostri ragazzi contro ogni pronostico. Trofeo, il primo storico di questa selezione, che ha poi consentito alla Juve l'accesso diretto alla fase nazionale dei playoff.


Questa stagione è iniziata con un chiaro obiettivo ed un sogno: migliorare il piazzamento il classifica dell'anno scorso e centrare i playoff è d'obbligo; vincere il campionato è qualcosa che, oggi, pare appartenere più all'utopia che alla realtà, sebbene quest'anno manchi il "Monza" della situazione nel girone: una schiacciasassi capace di imporre il proprio dominio senza appello per le contendenti.


In un campionato orfano di grandi favorite, sebbene Carrarese, Piacenza e Alessandria sembrino partire con una marcia in più rispetto alle altre, la Juve può pensare di inserirsi da outsider nel range delle candidate al titolo.


L'ha dimostrato forte e chiaro già ieri sera, battendo un colpo contro la neopromossa Pro Sesto alla prima giornata di campionato.

Il successo - la gara è terminata 2-1 per la squadra di Zauli - di misura e in rimonta, ha raccontato solo in parte quella che è stata la grande prova dei padroni di casa, meritevole di un risultato ben più ampio e rotondo.


Una Juve che, malgrado i tanti cambiamenti sia negli uomini che nel sistema di gioco, si è mostrata sempre padrona del campo, ostentando ancora più convinzione e cattiveria agonistica nella ripresa, quando c'era uno svantaggio da recuperare.


I rischi corsi dalla retroguardia difensiva sono stati davvero pochi, al contrario dei pericoli causati dai ragazzini juventini agli ospiti, parsi in costante difficoltà.


Zauli ha schierato un 11 titolare su chiara impronta tattica della Juve di Pirlo, con tanto di difesa a tre, mediana a due, un esterno per fascia e due fantasisti alle spalle della punta: quello più prosaicamente definito 3-4-2-1.


Franco Israel tra i pali, capitan Alcibiade a comandare la difesa da libero "alla Bonucci" con Coccolo alla sua sinistra e il 2002 Dragusin a destra. Coppia di centrocampo composta da Ranocchia e Peeters con Lucas Rosa e Di Pardo sugli esterni e il tandem tutto estro e fantasia Rafia-Correia alle spalle di Marques.


La gara è cominciata in maniera incoraggiante per i giovani bianconeri, parsi da subito carichi ed ispirati, nonostante un pressing convinto della Pro Sesto.



Nessuna occasione clamorosa ma tante iniziative interessanti partite soprattutto dai piedi di Rafia e Correia, oltre alle puntuali sgroppate sulla destra di Di Pardo, sempre impeccabile nell'accompagnamento all'azione.


Al 20' arriva però il pasticcio improvviso che complica tutto: retropassaggio ad Israel, che si distrae e controlla con estrema superficialità un pallone sul quale si avventa felino De Respinis che vince il rimpallo e appoggia comodamente in rete a porta libera.


Vantaggio immeritato degli ospiti e partita in salita.


La Juve però non si scoraggia affatto e torna a macinare gioco con maggior insistenza:

al 26' Marques si libera del difensore avversario con un bel dribbling, poi calcia di sinistro e scheggia il palo.

Sempre Marques 10 minuti dopo tenta la conclusione al volo in bello stile dopo un controllo orientato, ma il tiro non impensierisce Livieri.


Al 38' e al 42' altri due tentativi da posizione ravvicinata prima di Correia poi di Ranocchia ma prima un grande intervento del portiere avversario, poi un pizzico di imprecisione del giovanissimo centrocampista italiano, impediscono ai bianconeri di agguantare il pari prima dell'intervallo.


Si riparte dunque dallo 0-1 con l'ingresso immediato di Vrioni al posto di uno spento Lucas Rosa per dare corpo all'attacco, spostando così Correia sull'esterno sinistro, posizione in cui il portoghese riuscirà a fare il buono e il cattivo tempo.


I ragazzi di Zauli tornano in campo ancor più motivati di prima e spingono a 100 km/h sin da subito: Rafia si rende protagoniste di un paio di deliziose imbucate sulle quali i compagni non arrivano per poco.


Al 53' la Juve trova finalmente il pareggio: azione a velocità supersonica di Correia, il quale scarta come birilli un paio di giocatori, scambia in uno-due con Marques e a tu per tu col portiere serve Di Pardo solo sul secondo palo che deve solo appoggiare in rete.


La difesa avversaria inizia a scricchiolare dappertutto, vista anche la stanchezza ormai palpabile per entrambe le squadre ma che condanna maggiormente la Pro Sesto, poiché molto meno provvista di qualità in campo rispetto alla Juve.


Zauli fiuta l'odore del sangue e chiede uno sforzo ai suoi, ora come mai padroni del campo, per trovare la rete del vantaggio.


La provvidenza ha un solo nome: Felix Correia: minuto 67', il portoghese punta un avversario sulla trequarti di sinistra, lo disorienta con una fantastica finta e poi lascia partire un destro a giro "alla Del Piero", una parabola incredibile che si infila all'angolino alto.



Rafia non vuole essere da meno e prima si rende protagonista di un paio d'azioni in solitaria in cui si beve mezza squadra avversaria, poi tenta l'eurogol del 3-1 con una botta potentissima che, non fosse stato per l'ottimo intervento di Livieri, sarebbe finita sotto la traversa.


Le partite però, finché non sono chiuse, rischiano sempre di diventare beffarde. Infatti, dopo 90' di nulla o quasi, la Pro Sesto sfiora incredibilmente il pari: punizione dai 20/25 metri calciata benissimo da Franco sul secondo palo, ma salva tutto con un riflesso clamoroso Israel che con questo intervento mantiene intatto il 2-1 e mostra una notevole forza mentale dopo l'errore commesso nel primo tempo che era costato lo svantaggio ai suoi.


La gara termina così, non prima di un ultimo tentativo dalla distanza di Vrioni ancora neutralizzato dall'ottimo Livieri.


Zauli può dunque ritenersi più che soddisfatto e raccogliere parecchi segnali incoraggianti: bene la difesa a 3, sempre solida e attenta, Ranocchia autentico cervello del centrocampo, Di Pardo sempre propositivo sulla destra e il duo Rafia-Correia che ha fatto letteralmente impazzire gli avversari.


Chi ben comincia...

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