• Elia Robino

Il triste finale di carriera di Douglas Costa

Aggiornamento: 13 dic 2021


Il ritorno a casa è uno dei grandi temi ai quali è quasi impossibile rimanere indifferenti. Le proprie origini, le radici dove si nasce e ci si forma come persone sono quelle cose che volenti o nolenti ci rimangono appicicate e che ci seguono per tutta la vita, anche se a volte preferiremmo mettercele alle spalle. Il ritorno di Douglas Costa al Grêmio tredici anni dopo il suo esordio con gli Imortal pareva un ottimo modo per nobilitare una carriera partita con grandi aspettative ma che si era ben presto impantanata nelle sabbie mobili dei problemi fisici e comportamentali. L’annata terribile di Douglas Costa al Grêmio Sono ventotto le presenze e due i gol nel campionato brasiliano appena concluso i numeri del brasiliano ex Bayern Monaco. Uno di questi due gol segnato all’ultima all’ultima giornata con la sua squadra già retrocessa alle riserve dell’Atletico Mineiro, fresco campione del Campeonato, di pregevole fattura tecnica – stop a seguire di destro seguito da una rasoiata di sinistro imparabile per il portiere avversario – verrà però ricordato per l’esultanza polemica del calciatore di proprietà bianconera: un bacio in direzione della curva dei tifosi tricolor seguito da un saluto polemico; decisamente non il modo migliore per congedarsi dai propri tifosi dopo una retrocessione. Le motivazioni del gesto L’acredine tra il calciatore e i tifosi del Grêmio non nasce dal nulla ma è una costante del campionato: il calciatore già accusato di eccessiva indolenza in campo viene contestato apertamente dopo una ammonizione nella partita contro il San Paolo accusato di avere cercato appositamente il giallo per evitare di giocare la penultima contro il Corinthians: la polemica si conclude con una dichiarazione di attaccamento alla maglia via social da parte del brasiliano e la questione sembra rientrare, ma è solo la calma prima della tempesta. La goccia che fa traboccare il vaso è la richiesta di un permesso il 5 dicembre per andare da Porto Alegro fino a Rio per festeggiare il proprio matrimonio – celebrato già da tempo – con amici e parenti, permesso ovviamente negato dalla squadra impegnata in una disperata lotta contro la matematica per non retrocedere. La richiesta, considerata irragionevole dai tifosi, porterà prima ai fischi al calciatore al momento del suo annuncio tra i titolari prima del calcio di inizio dell’ultima giornata di campionato e al polemico festeggiamento per i gol, pietra tombale su un rapporto completamente distrutto con l’ambiente gremiense. E adesso? E adesso la patata bollente chiamata Douglas Costa torna nelle mani della Juventus: il Grêmio ormai retrocesso per la terza volta nella sua storia nella serie B brasiliana non ha materialmente le risorse per sostenere economicante lo stipendio dell’ala e sembra intenzionato a rispedirlo al mittente. Da parte sua la Juventus ha già abbastanza grattacapi senza doverci mettere in mezzo anche un calciatore che sembra sempre più perso nei meandri della sua umoralità e dei suoi capricci anche se nelle ultime ore sembra che stia entrando con insistenza il Siviglia, il quale sembra intenzionato a rilanciare in Europa il talento dell’esterno verdeoro. Una mission impossible, a prima vista.

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