• Elia Robino

Il Pasillo, spiegato

Aggiornato il: giu 7



Noi tifosi juventini abitiamo fortunatamente quasi tutti nel primo mondo, con i vantaggi e gli svantaggi che questo comporta.


Molti di noi vivono vite tranquille ma decisamente grigie e ripetitive e ogni scusa è ben accetta per uscire da questa nostra routine.


Una delle distrazioni più gettonate è quella del buttarsi nelle polemichette da domenica pomeriggio sui canali generalisti che, come poche altre cose, sono in grado di infiammare i nostri cuori.


Oggi parleremo dell’argomento scottante delle ultime ore: il Pasillo.


Cos’è?


Il Pasillo – in Italiano corridoio – oltre a essere secondo wikipedia un genere di musica molto popolare in Colombia è una “passerella” d’onore tributata alla squadra vincitrice del campionato e/o della coppa nazionale.


Questo corridoio viene formato dagli avversari dei campioni che attendono questi ultimi ai due lati dell’uscita dagli spogliatoi applaudendoli e complimentandosi per il titolo appena vinto, prima di del fischio d’inizio della partita.


La storia


È il maggio del 1970, l’Atletico Madrid neovincitore del suo sesto titolo nazionale è ospite dell’Atlethic Club di Bilbao per la partita valida per gli ottavi di Coppa del Rey.

All’uscita dagli spogliatoi i calciatori madrileni si vedono omaggiati dal primo Pasillo della storia, con i calciatori della squadra arrivata seconda in campionato ad un solo punto da loro, a rendere onore alla loro vittoria con applausi e complimenti.


Negli anni questa tradizione prenderà sempre più piede in Spagna e tornerà all’onore della cronaca nel 2017 quando il Barcellona si rifiutò di celebrare la vittoria del mondiale per club dei Blancos e venne “ripagata” a fine campionato quando il Real non tributó alcun pasillo ai blaugrana vincitori della Liga.


Ma quando si fa?


Bella domanda. Non essendoci una norma che regoli il pasillo la questione va un po’ a sentimento.

Il primo già citato pasillo fu un’iniziativa estemporanea, nel 2020 in Premier League – anch’essa con una lunga tradizione in tal senso – il Liverpool fu tributato dal Manchester City campione uscente e l’Inter ha ricevuto il pasillo qualche giorno fa dalla Sampdoria, nella sua prima giornata da campione in carica.


La Juventus dovrebbe fare il pasillo all’Inter?


In Italia la tradizione del pasillo non c’è e non è sentita come in altri campionati.

Lo stesso pasillo voluto da Ranieri in onore dell’Inter suona più come una eccezione che una regola e per quanto ogni iniziativa di fair play sia apprezzata è comunque un evento non del tutto nelle corde del pubblico italiano.


La Juventus non ha nessun obbligo nei confronti di Lega, tifosi e avversari di tributare alcunché, considerando anche che di molti festeggiamenti nell’ultimo decennio da parte degli avversari non se ne sono visti ma il trappolone dietro l’angolo è quello di finire per una settimana sulle prime pagine dei tabloid nazionali come i cattivoni antisportivi che non hanno voluto celebrare la vittoria degli storici avversari.


D’altro canto in una stagione tendente allo psicodramma un pasillo potrebbe essere l’ennesima pietra dello scandalo lanciata nella direzione di una tifoseria esasperata.


In conclusione: pasillo sì o pasillo no comunque sbaglieremo, ennesima fotografia di questa stagione.

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