• Danilo Ceci

Il crollo dell'Under-23: ora i playoff sono davvero a rischio

Quasi come fossero una cosa sola, in perfetta simbiosi, la prima squadra e l'u23 stanno affrontando il momento più critico della loro stagione.


Fisiologico e quasi preventivabile il tracollo della Juve di Pirlo, sazia dopo 9 anni di vittorie e zeppa di lacune tecniche e tattiche, inspiegabile ed improvviso quello della squadra di Zauli, che, al di là di qualche normale alto e basso, aveva sempre mostrato una buona continuità di risultati.


Tre sconfitte consecutive negli ultimi 10 giorni - 4-2 con la Pergolettese, 1-0 con la Pro Patria e 2-0 ieri con l'Alessandria - non possono che destare tanta preoccupazione nell'ambiente bianconero, impreparato all'eventualità di affrontare un periodo così complicato.


Se fino ad un paio di mesi fa si accarezzava persino l'idea di poter lottare fino alla fine per il primo posto in classifica, utile a garantire una promozione diretta in Cadetteria, ora occorrerà sperare in un piazzamento nelle ultime posizioni disponibili per i playoff.


La Juve naviga infatti attualmente al nono posto in classifica, seppur con due partite da recuperare.


Ma ciò che porta più perplessità non è tanto la recente serie di risultati negativi, quanto dalle prestazioni terribili dei bianconeri nelle ultime tre gare.



Sì, perché la squadra è parsa completamente svuotata, raramente pericolosa, distratta e incapace di reagire alle difficoltà.


Anche la fase offensiva, uno dei maggiori punti di forza dell'u23 in questo campionato, ha ultimamente subito un'enorme flessione in fase realizzativa. Solo due reti segnate - entrambe con la Pergolettese - nelle ultime tre partite. Sette quelle subite.


La sensazione un po' diffusa nell'ambiente è che la squadra consideri inconsciamente questa stagione già terminata, nonostante le sei partite ancora da disputare.


La testa è proiettata sin da ora agli eventuali playoff, che di questo passo rischiano tuttavia di non essere disputati.


Certamente non aiutano le porte girevoli nel gruppo squadra che vedono in continuazione uscire ed entrare giocatori, rispettivamente per la prima squadra e dalla primavera.

In questo modo si fatica a creare un'identità di insieme, dal momento che da una settimana all'altra cambiano come minimo 5-6 interpreti in rosa.


D'altra parte la Juve ha le qualità e gli strumenti per poter fare meglio.

Se alla quasi totalità dei giocatori manca l'esperienza e la malizia propria della categoria, sul piano tecnico è difficile trovare compagini dotate quanto l'u23.


Migliorare è doveroso e, nonostante l'obiettivo primario sia quello della valorizzazione individuale dei giovani, il raggiungimento dei playoff è indispensabile per la crescita della squadra e per offrire anche una sorta di investitura positiva al lavoro di Zauli, che altrimenti sarebbe considerato pienamente insufficiente.


Mercoledì tocca alla Pistoiese, c'è ancora vita da quelle parti?

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