• Carlo Barone

Ha ancora senso questo calcio?

Negli scacchi, una delle mosse più eseguite da ogni giocatore è l’Arrocco che consente, se ben applicata, di coprire il Re e lanciare contemporaneamente un pezzo pesante come la Torre nel vivo del gioco.


Questa strategia sembra essere la preferita di Allegri: quante volte abbiamo visto quest’anno indicazioni e, soprattutto, sostituzioni che tradivano una forte volontà di difendersi? Moltissime. Quante volte ha pagato? La risposta è un numero negativo, visto che sistematicamente non solo non ha portato miglioramenti, ma è anche stata foriera di ribaltoni subiti e umiliazioni dolorose.

Anche perché, spesso, è stata dimenticata la seconda parte chiave dell’arrocco, ossia il lancio di un elemento d'attacco importante, che apre più scenari sulla scacchiera anche in termini offensivi. Perché ricordiamolo una volta di più: vincere è l’unica cosa che conta. Non difendere, non speculare, non gestire, ma vincere.

Un misto di cambi come quello visto attorno al 70’ di Juventus-Inter è stato questo: un Bernardeschi stranamente meno dannoso del solito (per quanto corresponsabile dello svarione sullo 0-1) e uno Zakaria che ha dimostrato una certa qual propensione offensiva sin dal suo arrivo vengono levati per far posto a un Locatelli costretto a languire regista e a Bonucci, per passare a un’improbabile difesa a 3, arrocco a oltranza che sicuramente poteva pagare contro una squadra che ha la sua forza sulle fasce e che non sa per niente come distruggere una squadra schierata a specchio.

Il risultato? Neanche dobbiamo dirvelo, il Corriere Dello Sport lo riporta in primissima pagina con la didascalia “Tutte sue”. Nota a margine su questo: non ci risulta che l’Inter abbia ancora vinto lo scudetto… il giudice di “Ballando con le stelle” che gestisce il succitato quotidiano sa qualcosa che noi non sappiamo? Chiediamo per un nostro amico.

Inoltre, c’è anche un’altra speculazione che vorremmo fare: in epoca VAR, ha veramente senso fare barricate? Con ciò intendiamo che ogni singolo episodio dubbio a ridosso della porta viene rivisto a oltranza, in particolare se si è contro l’Inter quest’anno. Tra un po’ sarà possibile fare la conta di quanti capelli ha in testa il giocatore che ha subito un fallo, ha senso arroccarsi sempre tutti in area e sperare in bene?

Più che altro, alla Juventus quest’anno “bene” non è mai andata, sia per imprecisioni nostre, sia per caratteristiche intrinseche dei giocatori: contro il Villarreal, un Rugani anche decente fa la sua solita stupidaggine; de Ligt, per quanto forte, ha messo chiaramente nero su bianco il non essere un difensore da trincea, quanto un difensore moderno che deve essere più nel vivo del gioco, e che, quando viene messo sotto pressione in area, rischia sempre stupidaggini. Non vogliamo ancora metterci bolli sopra perché un centrale a 23 anni ha appena iniziato la carriera, però, a furia di usarlo così, potrebbe finire male.

Insomma, oltre a non aver portato il benché minimo risultato quest’anno, le barricate sono state il più delle volte dannose. Sono piene di controindicazioni, difetti e problemi, soprattutto se gli effettivi che le applicano sono giocatori… diciamo rivedibili. Oltretutto, sono indice di una mentalità provinciale da far paura.

Perfino il Venezia ci ha palleggiato in faccia, due domande sarebbe anche ora di farsele, nevvero?

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