• Carlo Barone

Era davvero meglio Pirlo?

Con il nuovo avvento di Massimiliano Allegri ci si aspettava magari un ritorno a un approccio mentale più solido, magari giocatori impiegati diversamente e nuove idee tattiche; tuttavia, quello che si è visto finora è un allenatore stantio e cocciuto, che si è incaponito su un’idea di gioco malfunzionante e su un insieme di giocatori che, oltre a essere scarsi di per sé, vengono costantemente utilizzati in un modo che René Ferretti adorerebbe - a buon intenditor...

In questo periodo così nero molti juventini stanno arrivando addirittura a rimpiangere Andrea Pirlo; infatti, nonostante le tremila critiche, al tempo la squadra del Maestro si assestava su ben altri livelli di classifica, perdendo la prima partita in campionato soltanto a dicembre inoltrato e conquistando un inatteso primato in Champions League andando a sbancare per 0-3 il Camp Nou. Ma avrebbe davvero avuto senso riconfermare il tecnico di Flero? È un discorso ampio e complesso che va sviscerato in più punti.


Il volto intenso del Maestro, probabilmente impelagatosi in qualcosa di più grande di lui

La questione economica


Il mantra che accompagnò la scelta, per certi versi incomprensibile, di Pirlo fu: "Con Sarri a bilancio, è stato preso perché la squadra è senza soldi e lui costa poco". Questa cosa può anche avere senso, se non fosse che gli sono stati corrisposti 1.8 milioni "più svariati bonus" (cit.), diciamo 2 milioni. Per fare un paragone, è più o meno quanto percepisce Gasperini all'Atalanta, ossia una realtà solida e funzionale, ospite stabile delle coppe europee da qualche anno e con uno dei sistemi di gioco più efficaci d’Italia.


Il "SOCCOMUNQUESOLDI!" di Maccio descrive appieno la reazione dinnanzi alla presa di coscienza del fatto che lo stipendio di Pirlo fosse sì basso, ma ecco... non bassissimo.

Quando si dice che Pirlo è stato preso per risparmiare, ci si aspetta un contratto veramente micragnoso, un totale esordiente può ambire a 1600€ lordi al mese, al massimo con tredicesima e ferie pagate, mentre qua parliamo di ingaggio da allenatore di squadra di medio/alta classifica, che non è poco; aveva senso confermarlo in quest'ottica? Alla fin fine, forse sì, contando che un allenatore più stantio del burro in frigo da tre mesi che ha sensibilmente peggiorato i risultati del predecessore ne percepisce 7, con ampio corredo di bonus.


In sintesi: se fra i due mali è meglio il minore, forse confermare Pirlo non sarebbe stata una scelta avventata, economicamente parlando.

Il lato sportivo


A detta di molti, c’è stato uno spartiacque nella stagione 2020-2021, a seguito del quale Pirlo ha totalmente perso la bussola: c’è chi lo ha visto nell’eliminazione col Porto, chi nello 0-1 col Benevento; in generale, la prima partita con avvisaglie critiche è stata Juventus 0-3 Fiorentina. Al di là di serie televisive, sfuriate per le telecamere, stupidaggini varie, ecc.… quella partita è la prova di come quest'uomo, lato psicologico, abbia fatto dei danni incalcolabili. Gli alibi si possono trovare a iosa: il Napoli è una squadra particolare, capace di aggirare un regolamento mal scritto pur di giocare sempre a pieni ranghi contro di noi (però noi portiamo la nomea). Pensare tuttavia che basti un ricorso perso a farti scendere in campo prendendone 3 dalla Fiorentina (che, lo ricordiamo, al tempo vegetava in zona retrocessione) è francamente imbarazzante.


Immagine simbolo della disfatta contro la Viola - e, piccolo off topic, la speranza di vedere questo puntero in maglia bianconero è un altro piccolo desiderio che popola i cuori di molti tifosi bianconeri

L'ultima partita ben giocata dalla Juve di Pirlo fu Milan 1-3 Juventus, poi basta: solo figuracce, partite brutte e risultati umilianti. La palma d'oro di 0 vittorie in un campionato col Benevento preferivamo proprio lasciarla ai rossoneri . Nel bilancio sportivo di Andrea ci sono due trofei vinti anche in modo convincente e una qualificazione in Champions, ottenuta per GROSSI demeriti altrui più che per meriti propri (perché se noi siamo noi e il Napoli è il Napoli, al di là di tutto, c'è un motivo), sono risultati non banali per un totale novellino; tuttavia la costante sensazione di impotenza, di non impensierire l’avversario neanche per sbaglio e di non riuscire a reagire nemmeno a un gollonzo preso in casa al 60' dal Benevento sull'unico tiro della partita è una roba che non vogliamo più rivedere.

La componente emotiva


Diremo subito che questo era l’unico motivo per cui Pirlo si poteva confermare al 100%, anche se peccò lui di arroganza all'inizio: se non ci arriva nessuno in società, che dare la Juventus a un totale novellino sia una stupidaggine apocalittica, deve anche rendersene conto detto novellino; nel momento in cui Murzuflo* ti dice "Ti voglio ad allenare la Juve", che forse una panchina così pesante non fosse il massimo per cominciare ad allenare, e che il rischio di brciarsi in caso di esito negativo dell’annata fosse altissimo era qualcosa cui doveva pensare Pirlo in primis.

Detto questo, Pirlo viene preso per puro e semplice delirio di onnipotenza del presidente: costui cacciò Sarri agendo da tifoso becero per chiamare il suo personale cicisbeo; questo è stato palesemente per poter dire "Facciamo quel che vogliamo che tanto vinciamo lo stesso" in caso di vittoria, e "Va be’, signori, questo neanche i pulcini ha allenato prima, cosa volevate da lui" in caso di disastro. Fermo restando che chiamarlo, dargli una squadra costruita sempre alla René Ferretti, vederlo portare a casa due coppe e poi comunque cacciarlo è una mossa veramente becera, per quanto appunto un esonero fosse preventivabile alla luce dei risultati. È il classico caso di amico fidato, che però poi ti ributta nella fogna da cui t’ha raccolto (cit.) non appena non gli servi più.


Veicolo che si suppone Agnelli avrà rubato a Pirlo dopo l'esonero.

In sintesi: la scelta Pirlo è stata una mossa improvvisata e avventata, con colpe da più parti; questi ha fatto danni oggettivi e la conferma probabilmente non se la sarebbe meritata ugualmente... ma c'è modo e modo. Perché nonostante tutto, l’uomo c’è; magari l’allenatore un po’ meno, ma non si trattano così le persone.

*soprannome mutuato dall’imperatore bizantino Alessio V Ducas "Mourtzouphlos”, ossia “dalle ciglia folte”.

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