• Nicola

Dancer in the Dark

Aggiornato il: nov 2

La Juventus di mister Pirlo balla tra le transizioni


Non mi stancherò mai di ripetere che la Juventus di Andrea è un cantiere in continua evoluzione e non è giudicabile in questo stato ancora iniziale .

Resto oltretutto decisamente positivo sul neo tecnico bianconero, pur consapevole che dovrà dimostrare tutto e soprattutto di essere un allenatore che saprà attraversare la sottile linea che divide i grandi allenatori vincenti da tutti gli altri.

Apprezzo al momento la sua incoscienza tattica (forse presunta) tipica dei giovani o comunque delle persone che non hanno esperienze negative che possono condizionare gli atteggiamenti.

Lo scorso anno Andrea Agnelli ha sancito una nuova fase. Una fase che riteneva di poter concretizzare con Maurizio Sarri.

L’esito è stato negativo perlopiù perché sono emersi i limiti nei rapporti con il mondo bianconero da parte del ex tecnico napoletano, come pian piano stanno affiorando, limiti che hanno portato la dirigenza a sostituire il condottiero ma non la strada intrapresa.


La Juventus di Pirlo è una squadra che appare incosciente e sprovveduta ma che ritengo abbia un enorme potenziale o spropositato, soprattutto e in particolar modo nel reparto avanzato: Ronaldo, Dybala, Morata, Chiesa, Kulusevski, Ramsey e Cuadrado certo non li vedremo giocare tutti insieme contemporaneamente ma è fuori di dubbio che è il reparto con elevatissima qualità.


Nelle prime sei partite si è notata una chiara chiave tattica: andare in verticale e farlo senza pensare.

(questo articolo è stato scritto prima della partita di Champions contro il Barcellona)

Questo è uno dei problemi che Andrea con il suo staff dovrà risolvere, perché si sono palesate due realtà negative.

La prima, migliorabile con il passare del tempo, è l’imprecisione di molti passaggi fondamentali soprattutto in situazione di campo aperto e/o in situazione di ripartenza - o se vogliamo di transizione positiva.

Moltissime azioni così sono evaporate sul nascere per scelte sbagliate e imprecisioni.

Azioni in cui un tempo di gioco in più invece avrebbero potuto diventare letali.

Per non scatenare guerre di secessione (finalmente sopite) non citerò Allegri ma Josep Guardiola.

Il tecnico catalano teorizzò la regola dei 15 passaggi. Cioè il numero minimo necessario secondo il tecnico per ordinare la squadra mentre costruisce il proprio attacco e a gestire efficacemente la transizione negativa.

Fondamentale era in questa fase il controllo assoluto della palla principio basilare del tiki-taka.


Andrea non ha mai nascosto simpatie e ispirazioni per l’attuale tecnico del City ma ritengo indubbio che il suo principio di verticalità sia ispirato da Antonio Conte.

Il tecnico bresciano deve con il suo staff insegnare ad essere si lo stesso rapidi ma anche maggiormente precisi ed efficaci.

Il famoso tempo di gioco in più da negativo potrebbe essere una chiave positiva.



La seconda è quella che presenta maggiori difficoltà ed è la fase di non possesso soprattutto quando si perde palla o la si deve riconquistare.

Siamo ad esempio, al momento, deboli nel recuperare le seconde palle.


Tornando alla fase di transizione negativa, l’attuale centrocampo non sembra particolarmente adatto nel saper recuperare palla rapidamente.

Queste due situazioni negative sono quelle che al momento ci stanno fortemente limitando. Questo perché la squadra è in perenne balia delle transizioni che spesso ci creiamo da soli.

Tra il recuperare subito palla, cosa in cui al momento siamo deficitarii, diciamo che se dovessi dare un voto siamo al 5,5 e sviluppare subito una transizione positiva, dove sbagliamo cose elementari, che come detto inizialmente “è normale” accada in questa fase embrionale, e la riperdiamo creandoci nuovamente una situazione di transizione negativa, la squadra balla costantemente nel bel mezzo delle transizioni dando l’idea di disorganizzazione assoluta e dovendo ogni volta ricostruirsi tatticamente.

Provo a spiegarmi con una metafora. Quella delle onde che bagnano la battigia in pochi secondi modificandola in continuazione.

Questa rapidità di esecuzione è in fondo quello che molti chiedevano dopo il quinquennio di Allegri e pensare di arrivarci senza pagarne uno scotto vuol dire non essere collegati alla realtà.

La società è rivolta verso questo futuro, l’allenatore pure,

e la tifoseria invece? Avrà la pazienza di attendere?

Il momento di schierarsi è questo, come tifosi si deve serenamente scegliere se si vuole credere in Andrea e supportare le giornate negative attendendo che il lavoro porterà ai risultati auspicati.

Oppure fare il leone social per ogni partita negativa.


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