• Danilo Ceci

Consigli per gli acquisti: il Salisburgo e le sue stelline

Questa prima giornata dei gironi di Champions ha portato alla ribalta il Salisburgo, club che da svariati anni domina il campionato austriaco, capace di rifilare 6 reti al malcapitato Genk e che, con queste premesse, proverà a lottare con Napoli e Liverpool per la qualificazione agli ottavi.

Ciò che salta subito all'occhio, al di là dei risultati sportivi, è l'eccellente lavoro di scouting e valorizzazione di giovani talenti che questo club sta compiendo da anni.

Da Hinterregger, a Upamecano, ai reds Keita e Mané, agli "italiani" Lazaro e Berisha, fino ai più recenti Haidara, Samassekou, Caleta-Car, Lainer, Wolf, Igor - che già abbiamo apprezzato alla Spal - e il più esperto Dabbur, venduto caro al Siviglia. Merce venduta ad un prezzo 'n' volte superiore rispetto a quanto è stata pagata, oggi tutta militante nei top 5 campionati europei.

Il club austriaco, proprietà Red Bull, è consapevole che anche durante la prossima sessione estiva di mercato, se non già in quella invernale, produrrà plusvalenze da capogiro, grazie alle baby stelle che, nemmeno conclusosi settembre, stanno già attirando a sè i riflettori di mezza Europa. Andiamo a scoprire i talenti più appetibili:




MAXIMILIAN WÖBER (1998): Difensore centrale made in Austria, 188 cm di muscoli, piedi buoni e duttilità nei 4 ruoli difensivi. Acquistato in estate dal Siviglia per 10,5 mln di euro, Wöber è reduce da 2 buone stagioni trascorse tra Ajax e Siviglia, nelle quali non ha tuttavia mantenuto al 100% le aspettative, probabilmente perchè non ancora pronto al salto nel calcio che conta quando decise di lasciare l'Austria Vienna, squadra nella quale è calcisticamente cresciuto. Paragonato al connazionale Dragovic, questa per lui potrebbe essere la stagione della consacrazione definitiva e gli addetti ai lavori sono già tutti pronti a contenderselo.

DOMINIK SZOBOSZLAI (2000): Uno dei giovani talenti più interessanti non solo del Salisburgo ma di tutto il calcio europeo, questo ragazzo ungherese di 19 anni ancora da compiere rappresenta il prototipo del centrocampista moderno, un incrocio tra Goretzka e Fabian Ruiz. Molto ben strutturato fisicamente, Szoboszlai è uno specialista dei piazzati, ha un piede molto raffinato e spicca per intelligenza tattica e inserimento senza palla. Nel mirino di Fabio Paratici da molto tempo - il suo nome, tra gli altri, figurava nella famosa wishlist del dirigente Juventino trovata su quel bigliettino al ristorante - ma non solo: la Lazio lo aveva scelto in estate come uno degli obiettivi primari in caso di partenza di Milinkovic-Savic e molti altri club, in particolare tedeschi, hanno tentato invano l'affondo.

ANTOINE BERNEDE (1999): Calciatore francese scuola PSG, arrivato proprio dalla capitale in estate a parametro 0, si tratta di un centrocampista con attitudini prettamente difensive. Ha fatto tutta la trafila delle nazionali giovanili transalpine ed è sempre stato apprezzato per leadership e serietà in campo. La sua qualità più importante risiede nel recupero palla ma non disdegna un'impostazione non troppo complessa. In pochissimo tempo si è già conquistato un posto da titolare nonostante la folta concorrenza e la sensazione è che questo talenti si rivelerà un elemento inamovibile per gli austriaci in questa stagione.

SEKOU KOITA (1999): Con lui sarebbe opportuno ragionare un po' più in prospettiva, in quanto non è ancora un punto fermo del Salisburgo. Sono fin qui appena 79 i minuti disputati da lui in stagione, sebbene già conditi da 2 reti, ma questo giovane esterno d'attacco maliano - utilizzabile anche come seconda punta o centravanti - è stato una delle più gradite sorprese dell'ultimo mondiale under 20, in cui è stato capace di trascinare la sua nazionale fino ai quarti di finale, con ben 3 reti realizzate. Prodotto a tutti gli effetti della cantera Salisburghese, Koita impressiona per tecnica, velocità palla al piede e disarmante facilità nel saltare l'uomo, oltre ad un formidabile sinistro che gli consente di essere potenzialmente pericoloso da ogni posizione. Destinato presto a prendersi squadra e riflettori.

ERLING HAALAND (2000): Eccoci finalmente arrivati al nome più atteso, colui sul quale sono state sperticate le maggiori lodi al termine del primo atto dei gironi di Champions. Tutti pazzi per Haaland, il vichingo norvegese di 194 cm capace di griffare il suo esordio nella coppa dalle grandi orecchie, a 19 anni, con una devastante tripletta. Gli addetti ai lavori tuttavia non si sono accorti di lui lo scorso martedì sera, ma hanno già segnato il suo nome a doppia sottolineatura sul taccuino dal mondiale under 20, quando era stato capace di segnare 9 reti in una sola partita, da sole sufficienti a permettergli di vincere il titolo di capocannoniere della competizione. Comprato a 16 anni per 5 milioni dal Molde, il Salisburgo ha coccolato il "nuovo Ibra" in Academy e da quest'anno si è detto pronto a sfoderare la sua arma di distruzione di massa. Non può essere definito altrimenti un ragazzo con uno score di 17 reti e 5 assist in 9 partite, mentre è opportuno ricordare che ci troviamo solo nel mezzo di settembre. Per quello che con ogni probabilità diventerà una delle nuove stelle del calcio mondiale si sono già mossi diversi top club europei, tra i quali figurano al momento in prima linea Bayern Monaco, Barcellona e Juventus. Al Salisburgo nel frattempo non resta che sfregarsi le mani e preparare milionarie aste per il mercato che verrà.

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