• Carlo Barone

Colpi gobbi, o del Fantacalcio tifoso

La prima pausa nazionali è il periodo perfetto per l’evento dell’anno: l’asta del Fantacalcio. Da circa 30 anni, sono due settimane senza campionato in cui calciatori verranno assegnati, fiumi di birra scorreranno e amicizie storiche termineranno - spesso a causa di scambi improbabili.



Tipico esemplare di "Foglio dei nomi", presumibilmente appartenuto a un tifoso romanista


Quando si tratta di Fantacalcio, l’anima del tifoso è sempre molto difficile da contenere: chiaramente, conta sempre di più vincere una competizione quasi più importante della Serie A stessa; d’altronde, è anche vero che il livello massimo di goduria si tocca quando ciò accade grazie a una squadra imbottita di propri beniamini.


Noi juventini abbiamo potuto spesso dormire sonni tranquilli: dalla nascita del Fanta circa trent’anni fa, il contributo di Madama ad esso è stato quasi superiore a quello per la Nazionale. Baggio, Vialli, Zidane, Del Piero, Trezeguet, Nedved, Buffon, Thuram, Pirlo, Vidal, Pogba, Tévez, Cuadrado, Ronaldo e molti altri hanno fatto le fortune dei fantallenatori.


Ora come ora, la Juventus potrebbe costituire un buon bacino di investimenti in potenza, poiché la sensazione da annata di transizione c’è, però serve valutare caso per caso.


Partiamo dalla porta: il trio conviene sempre, visto che sarà statisticamente raro incassare goleade. Szczęsny è storicamente uno dei portieri più costosi del lotto, nonostante il mirabolante assist per Deulofeu a Udine, tuttavia, non ce la sentiamo di consigliarlo troppo: i gol subiti potrebbero comunque essere pochi, ma in termini di voto c’è rischio.



Espressione tipica del fantallenatore dopo che Szczęsny gli è stato lasciato a 17 crediti, non sapendo che il rilancio infame a 5 per Perin è in agguato...


La difesa è affidabile: c’è Juan Cuadrado, un uomo chiamato “+1”; ci sono titolari come Danilo o Bonucci, che garantiscono sufficienza e qualche bonus (molto) occasionale; caso strano de Ligt, che ha avuto prezzi abbastanza alti sin dal suo arrivo, anche se le sue prestazioni non sempre hanno ripagato la fiducia data. Infine, vorremmo dire di evitare come la peste Rugani, ma ci sembra francamente pleonastico...


Il centrocampo non è proprio niente di che: l’unico che meriti un investimento da top è Chiesa, ma il massimo cui dovrebbero ambire personaggi come Bentancur e Rabiot è una puntata di 1-2 crediti e il ruolo di “filler” di reparto. Kulusevski e McKennie, invece, sarebbero belle scommesse, se solo giocassero nel loro ruolo nella realtà. Per Bernardeschi, invece, vale lo stesso discorso di Rugani: a meno che non sia un fantacalcio a 20 partecipanti spalmato su quattro divisioni calcistiche con 8000 crediti di budget, non consideratelo manco come riserva.


L’attacco ha certezze nelle sue incognite: non si può non partire da Dybala, che «è come una scatola di cioccolatini». Morata buon colpo a poco, ma il potenziale crack è Moise Kean, che accoglie su di sé il non indifferente peso di erede di Ronaldo. Kaio Jorge è una scommessa da fare proprio come sesto slot in fantacalcio a 12, visto che già è infortunato e non è esattamente il Kakà 2.0.



In foto sono raffigurati sia la speranza di ogni fantallenatore juventino, sia il luogo dove recarsi nel momento in cui un suo gol servirà più che mai


Insomma, parlando di juventini al fantacalcio in sé e per sé non sarebbe un problema: al di là di elementi conclamatamente problematici, un ritorno positivo c’è quasi sempre. Il problema, semmai, nasce quando si inserisce la componente tifosa...


Difatti, il teorema del Fantacalcio dice: «Non prenderai i giocatori della squadra per cui tifi», e il primo corollario recita: «Se la squadra è la Juventus, la cosa degenera». In altre parole, a meno di investimenti garantiti al limone, il rapporto affettivo che si ha nei confronti dei giocatori potrebbe filtrare il giudizio sulle qualità oggettive degli stessi, oppure causare scelte di formazione rivedibili.

Reazione tipo di ogni fantallenatore che abbia puntato su Dybala l'anno scorso.

Un esempio tipico è il sopracitato Dybala: da che è a Torino, ha avuto un fantavalore medio di 100 crediti, considerato dai più come “top” o seconda fascia alta di reparto; il Quagliarella della Sampdoria, invece, nello stesso lasso di tempo, è stato spesso e volentieri valutato 45-50 crediti e anche meno, in generale inserito nelle fasce da terzo o quarto slot d’attacco.


Guardando a posteriori il rendimento dei due, si nota come il giocatore campano, segnando magari meno di Dybala nella singola stagione, sia stato comunque molto piú continuo, mantenendosi stabile su un target di circa 10-15 gol; la Joya, dal canto suo, ha avuto un rendimento molto sbilanciato, passando da 22, a 8, a 15, a 4 gol in campionato con una facilità camaleontica. Insomma, ha una media simile a Quagliarella, ma è stato molto più altalenante e discontinuo - pur costando spesso il doppio.



Ancora oggi ci si chiede cosa spinse un giorno la dirigneza della Juventus a privarsi di questo ragazzo: una sentenza là davanti


Anche le scelte di formazione sono influenzate: non è difficile immaginare un fantallenatore juventino preferire Dybala a Quagliarella in nome del grande classico: «Sì, Quagliarella è titolare e rigorista… ma vuoi non mettere Dybala?».


Inoltre, in situazioni in cui venivano offerte contropartite in scambi riguardanti Paolino, lo scambio veniva rifiutato in nome dell’altro, stragrande classico: «Non posso darlo via, è troppo forte… e poi ha fatto gol al Genoa, è in ripresa», rifiutando magari Insigne, che in termini di continuità e bonus l’anno scorso è stato un crack.


Tutti questi episodi, ovviamente, non si riferiscono assolutamente a esempi di vita vissuta legati all’autore di questo pezzo, che non se ne è pentito per niente una volta arrivato ultimo per aver voluto tenere Dybala a oltranza.


In sintesi, il Fantacalcio è un gioco appassionante, che merita studio e quant’altro; la componente "tifo" non si deve trascurare, ma va fatto con criterio; distruggere una strategia ben strutturata per dare fiducia a un proprio beniamino dall’alto tasso di rischio è una mossa che va ponderata a lungo, e non sempre paga. Come si è visto, nel nostro caso di tifosi bianconeri, il rischio di ricevere indietro il boomerang è più alto che mai,.. però, volete non dare un’altra chance alla Joya? Si è ripreso dall’infortunio, e ha iniziato segnando...



Che fai? Non li butti lì 100 crediti per me anche quest'anno?


P.S. : Tutti i riferimenti numerici legati alle quote d’acquisto si riferiscono ad un campione empirico di 25 aste Classic a 8-10 partecipanti, con 500 fantacrediti di budget per squadra; il periodo copre le ultime 6/7 stagioni circa.

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