• Lino Basso

Barbara Bonansea: simbolo di una Juve campione e del calcio femminile italiano.

Aggiornato il: ago 31

A volte nel calcio si discute sul concetto di "bandiera", e su chi merita di essere definito così, nel corso o alla fine della sua carriera. Un discorso applicabile anche al calcio femminile, ed alla Juventus Women, campione d'Italia per tre volte consecutive, con Barbara Bonansea uno dei simboli indiscussi della squadra.


Dopo essere cresciuta calcisticamente al Torino prima e al Brescia in seguito, dove ha conquistato due scudetti, due Coppe Italia e tre Supercoppe Italiane, arriva “La chiamata”, quel famoso treno che passa una volta sola, e che la conduce alla Juventus Women, squadra appena nata nel panorama del calcio femminile italiano.


Il sì alla Juve arriva contestualmente al rifiuto rifilato al Lione, squadra plurititolata in Francia e in Europa, probabilmente la più forte al mondo in questo momento.

Bonansea, che si era ben distinta in maglia biancoblu, lascia subito il segno sulla neonata squadra femminile bianconera: il primo gol in campionato della stagione 2017/2018 è ad opera sua, e le permette di scrivere subito il suo nome nella allora brevissima storia della J-Women.

Barbara metterà poi a segno complessivamente ventuno reti tra campionato e Coppa Italia, candidandosi a divenire sin da subito l'icona offensiva di una squadra che, seppur solo dopo uno spareggio al cardiopalma contro il suo Brescia, diventerà campione d'Italia al primo anno di vita.

Oltre al titolo nazionale, arriva anche il riconoscimento individuale: Barbara si aggiudica il premio di calciatrice dell'anno da parte dell'Associazione Italiana Calciatori.

Al suo secondo anno alla Juve si consacra ancora di più come simbolo di una squadra ormai collaudata, scrivendo una importante pagina di storia bianconera siglando i primi due gol in Champions League della Juventus Women nella gara d'andata contro il Brondby. Suo anche il primo gol nel campionato ‘18/‘19 nel 6-0 rifilato al Chievo Verona.


Nonostante gli importanti innesti nel reparto offensivo, con l’arrivo di Cristiana Girelli ed Eniola Aluko, “BB11” si carica sulle spalle tutto il peso dell'attacco bianconero e trascina l'intera squadra al successo, specialmente in quel Juventus - Milan del 17 febbraio 2019 dove la sua doppietta risultò decisiva per la conquista del secondo scudetto.

Anche in Nazionale, Bonansea è una delle calciatrici più rappresentative e famose: il numero 11 bianconero ha saputo farsi valere e ritagliarsi il suo spazio prima in Under 19, e successivamente con la Nazionale maggiore, dove ritrova Milena Bertolini, sua allenatrice ai tempi del Brescia.


Barbara è uno dei punti di forza anche in maglia azzurra, e contribuisce al raggiungimento della qualificazione al Mondiale di Francia, che la vede indiscussa protagonista nella gara inaugurale contro l'Australia: il numero 11 sigla una doppietta che non solo ribalta il pronostico, ma che la renderà una delle attaccanti più temute e rispettate al mondo, riuscendo a far "innamorare" un sacco di italiani che tornerà a "incollarsi" davanti alla tv per tifare la Nazionale.


La forza di Barbara Bonansea, che la caratterizza come simbolo dall’alto profilo morale, emerge non solo dal palmares ricco di trofei, ma anche dalla capacità di reagire ad alcune cocenti delusioni patite nella sua carriera, come il rigore sbagliato in Nazionale nella finale di Cyprus Cup contro la Corea del Nord, e quella maledetta frattura al metatarso procuratasi alla Women’s Cup, torneo estivo in preparazione al campionato disputato circa un anno fa, che le farà saltare buona parte della stagione 2019/2020, compresa la prestigiosa sfida di Champions League contro il Barcellona vice campione d'Europa.


Fortunatamente per la Juventus, Cristiana Girelli e il resto dell'attacco juventino sono riuscite a non far rimpiangere la lunga assenza di Barbara, che tornerà in campo il 24 novembre 2019 per giocare uno spezzone di gara contro la Roma.


Nonostante il lungo stop, l'astinenza da gol di Bonansea dura solo due settimane, grazie alla rete realizzata nel roboante 7-1 a domicilio contro l'Orobica.

Barbara riuscirà a ripetersi anche in una gara mai in discussione come quella contro l'Inter, ma ugualmente sentita come nel campionato maschile.

Poi la lunga interruzione causa Covid-19, tanti allenamenti prima individuali e successivamente di gruppo, per poi tornare a respirare aria di gara, seppur amichevole, contro la Florentia San Gimignano, dove Barbara riuscirà a siglare una doppietta (ottimo indizio circa il suo pieno recupero).

I segnali per vivere nuovamente una stagione da protagonista, sia alla Juventus che in Nazionale, ci sono tutti: non importa quanto possa aver influito l’infortunio, e quanto grave possa essere stato, questi momenti fanno parte della carriera di un calciatore, e vanno superati con il lavoro e la ritrovata fiducia.


Ciò che conta è che “BB11” sia tornata, con quella grinta, velocità e senso del gol che l'hanno sempre contraddistinta, e che le hanno consentito di entrare a far parte della storia bianconera femminile.


Si può discutere se tutto ciò le garantisca il titolo di bandiera, o di esempio per grandi e piccini.

I risultati sportivi depongono in questo senso, ma c’è spazio anche per apprezzare la Barbara “fuori dal campo”, che si è distinta per l’attiva collaborazione con “Specchio dei Tempi”, fondazione benefica per il quale ha sostenuto il progetto della ricostruzione del day hospital per le cure chemioterapeutiche dell'ospedale Sant'Anna di Torino, fornendo in prima persona materiale sanitario in piena emergenza Coronavirus.

Ma non ci si ferma qui: la stella bianconera ha recentemente conseguito la laurea in Economia Aziendale, e ha pubblicato il suo libro "Il mio calcio libero" a novembre 2019.

Tutto ciò ci permette di affermare con certezza che, da qui e per molti anni ancora, Barbara Bonansea sarà un patrimonio della Juventus Women e del calcio femminile italiano.


E se la sua esperienza in casa Juve dovesse proseguire ancora, saremmo fieri di chiamarla con il suo vero nome: “bandiera” bianconera.


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