• Pietro Uva

Abbassare le aspettative per soffrire di meno

Un punto in due partite.


Un inizio di Serie A di certo non entusiasmante per la squadra di Massimiliano Allegri, tenendo conto delle avversarie incontrate.


Dopo il pareggio subito in rimonta a Udine a causa di uno Szczesny non in giornata, nella serata di sabato è arrivato un incredibile tonfo casalingo contro il neo-promosso Empoli. I toscani hanno giocato all’Allianz Stadium con un coraggio da vendere, mettendo sotto i bianconeri per tutti i 90’.


L’addio di Cristiano Ronaldo ha sicuramente scosso l’ambiente in vista della gara di sabato, ma resta il fatto che, anche con il fuoriclasse portoghese in campo, questa squadra pare veramente allo sbando.


Abbiamo vissuto una estate nella quale i media non hanno fatto altro che elogiare il ritorno in panchina di Allegri dopo l’esperimento fallito con Pirlo. In radio, in televisione e sui giornali, non si faceva altro che parlare di una Juventus da scudetto e pronta a tornare a giocarsi la Champions League, senza però ricordarsi dei reali protagonisti della compagine torinese: i calciatori.


Tifosi e addetti ai lavori infatti, sono rimasti acciecati talmente tanto del ritorno dell’allenatore livornese, che si sono completamente dimenticati delle carenze tecniche e qualitative patite la scorsa stagione dalla rosa juventina.


Pensavate veramente che Massimiliano Allegri potesse essere il grande salvatore della patria?


Ragioniamoci su. Gli interpreti per questa nuova annata sono praticamente gli stessi, con uguali pregi e soprattutto difetti.


L’unica differenza non di poco conto, riguarda l’addio di un certo giocatore con la maglia numero 7 capace di “togliere le castagne dal fuoco” in più della metà delle partite disputate nell’ultima stagione.


Da non dimenticare, allo stesso tempo, il ritorno alla base di esuberi come De Sciglio, Rugani e Pellegrini; la permanenza in bianconero di un giocatore strapagato e continuamente infortunato come Ramsey, e la cessione ad una pretendente per la qualificazione alla prossima Champions di un difensore dal grande potenziale come Merih Demiral.


Insomma di male in peggio.


Gli arrivi di calciatori giovani e dalla grande prospettiva come Locatelli, Kaio Jorge e Kean non possono di certo risolvere la difficile situazione della Juventus. E l’addio di CR7, per quanto possa aver spiazzato tutti negli ultimi giorni di mercato, non deve essere considerato l’alibi principale dei problemi da affrontare.


Nelle prime due gare della stagione 2021/2022 si sono visti gli stessi fantasmi dell’anno scorso dimostrazione del fatto che forse non era di certo Pirlo l’unico a commettere errori.


Sono passate solo due giornate di campionato, ma pare come se le altre pretendenti riescano, nonostante cambi in panchina, ad andare a mille all’ora. Tutte le big fino ad ora hanno fatto bottino pieno mettendo in mostra una chiara organizzazione di gioco, un calcio fluido e divertente, un’ottima solidità difensiva e una grande condizione atletica. Tutte cose che avremmo voluto tanto vedere anche noi tifosi, ma indovinate un po’ chi non ha ancora vinto delle cosiddette “grandi”?


Ora tutti diranno che ci vuole pazienza, che ci vuole tempo, che la squadra deve ritrovare le giuste motivazioni, ecc… La verità è che in realtà siamo di fronte ad una rosa sopravvalutata da tifosi, giornali, ma soprattutto dalla società, convinta che si possa lottare per lo scudetto con giocatori che, almeno ad oggi, per chi scrive non hanno personalità e mostrano carenze dal punto di vista tecnico-qualitativo.


Questo è ciò che spaventa.


Da grande sostenitore della Juventus l’appello che rivolgo a tutti i tifosi è di iniziare ad abbassare le aspettative in vista di questa stagione. “Farsi un bagno d’umiltà” tenendo conto dell’impossibilità da parte della società ad arrivare a top player nelle ultime ore di mercato è la soluzione migliore.


Con l’addio di CR7 sta iniziando una lenta fase di rinnovamento durante la quale ci sarà da soffrire più del dovuto, vedendo allontanarsi l’amato scudetto al quale siamo tanto stati abituati. Spero di essere contraddetto su quanto riportato in questo pezzo.


Magari sono io il folle che sottovaluta il potenziale di questa squadra. L’unica cosa che al momento si può fare è pazientare, attendendo i prossimi impegni per iniziare a capire quali saranno i veri obiettivi di questo campionato.

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