• Nicola

A Serious Man

Cosa hanno in comune Larry Gopnik il protagonista del film del film dei fratelli e Coen e Massimiliano Allegri il tecnico dei bianconeri?

Sostanzialmente due cose in particolare la località del film ambientato nel Minnesota e il fatto che entrambi hanno chiesto aiuto.

Mentre nella finzione del film la richiesta è evidente, nella realtà della Juventus è presunta, eppure tutto lascia pensare che le richieste del tecnico siano state finalmente ascoltate.

Il nuovo management - Cherubini e Arrivabene - si sono mossi con una rapidità ed efficacia che non si vedeva dai tempi di Luciano Moggi, la società è come se avesse anticipato il mercato estivo. Mai nella sessione mercato invernale si era vista una tale decisione e chiarezza operativa.


Ormai era evidente che la situazione tecnico tattica era problematica: vero che fino al 23 gennaio si sono recuperati molti punti, ma la squadra ha continuato ad avere una preoccupante sterilità realizzativa e ad essere tecnicamente “povera” a centrocampo, e questo non faceva che acuire i già grossi problemi del reparto avanzato.


Con questi acquisti la Juventus ha dato sostanza in avanti, fisica soprattutto ma non solo, con l’acquisto di Dusan Vlahovic, ma anche riqualificato il centrocampo con l’arrivo Denis Zakaria, al momento più una scommessa che altro.

Mentre di Vlahovic praticamente si sa tutto, sul nazionale svizzero vi sono molte incognite.

Togliamo qualche punto interrogativo: Denis non è un play anche se gioca spesso se non sempre davanti alla difesa, da classico mediano di interdizione. Sicuramente un profilo che mancava a Madama.

Dimostra buone qualità di palleggio e coraggio/capacità di passare la palla in avanti nel cercare i compagni tra le linee.


Il calcio di Allegri predilige tecnica e fisicità, spesso le sue squadre giocano sulla figura, che consiste nel cercare l’uomo lanciando palla “sulla figura” appunto.

Mandzukic, Pogba e Tevez alla Juventus ma anche Ibrahimovic, Niang e Boateng quando era al Milan.

Con questa Juventus fisicamente gracile non è mai stato possibile, problema aggravato dal fatto che il reparto avanzato della Juventus negli ultimi anni ha avuto esclusivamente giocatori da palla al piede o portatori palla, come Ronaldo, Dybala, Higuain, Douglas Costa, Morata, Kean, e con tutta probabilità Kaio Jorge.


Massimiliano ha come principio il valorizzare il giocatore nel senso di metterlo nelle condizioni migliori affinché possa rendere (tralasciamo i discorsi social di coloro che vogliono insegnare il mestiere a un plurititolato): se ha un attaccante che sa correre in profondità, farà in modo che la squadra lo possa agevolare nel dare la profondità.

Se un giocatore sa muoversi senza palla, farà in modo che la squadra possa creare gli spazi necessari o per smarcarsi.

Questi due esempi non sono casuali, ma sono esattamente ciò che alla Juventus manca e da tanto tempo.

Non sappiamo se i due acquisti possano portare così tanto beneficio, ma è indubbio che la società ha risposto e tolto condizionali o possibili alibi al tecnico livornese.




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