• Elia Robino

A.A.A. Cercasi al più presto la mentalità perduta



Ci sono poche cose da salvare della prestazione della Juventus di due sere fa.

Probabilmente nessuna.


Una partita nata male con un gol incomprensibile al terzo minuto di gioco e irrimediabilmente compromessa quindici minuti dopo da un intervento scellerato di Cuadrado che viene mandato anzitempo a farsi la doccia dal cartellino rosso dell’arbitro La Penna.


In 10 e già sotto di un gol è stato facile per la migliore Fiorentina della stagione mettere sotto scacco la Vecchia Signora e ne è dimostrazione il rotondo risultato di 3 – 0 a favore della compagine toscana.


Di fronte a un risultato così tragico per di più da parte di una nostra rivale storica non ci sono molte parole da spendere: la scarsa tenuta mentale di questa squadra è una triste realtà con la quale tutti dobbiamo confrontarci e che dobbiamo accettare.

Non è questione di limiti tecnici o tattici, il materiale con cui lavora il Mister, anche se ancora un po’ grezzo in alcune individualità, è di prim’ordine e la squadra ha dimostrato di aver compreso e saper mettere in pratica le idee del mister, le prestazioni contro Atalanta e Parma sono lì a dimostrarcelo.


Cosa manca allora? Quella famosa mentalità Juve di cui ci siamo riempiti tutti la bocca fino a non più di due anni fa.


Una mentalità costruita sulla solidità difensiva e la certezza che in un modo o nell’altro il risultato sarebbe arrivato.


In un passaggio che fu molto criticato qualche anno fa Massimiliano Allegri parlava del DNA delle società Juventus e Milan, mettendolo a confronto.

Forse questa non è propriamente una questione di DNA, ma una questione di abitudine. Abitudine alla superiorità, alla vittoria, ad essere sempre in cima a essere rincorsi dalle altre.

Ora che le cose sono ribaltate non sappiamo più come fare a tornare in carreggiata.

Purtroppo per i bianconeri i tempi sono cambiati. Il campionato è salito di livello costantemente nell’ultimo lustro e il compitino non basta più e per vincere anche in Italia è necessario tornare a mordere il campo e a dare tutto, come fu nella stagione 2011-2012.

Questa Juventus quando le cose girano nella maniera giusta è molto più bella e convincente di ogni Juventus scesa in campo nelle scorse tre stagioni, però si è persa la capacità di porre rimedio a quando la partita non va nella direzione pianificata.


In poche parole cercasi una mentalità perduta. Chiunque la trovi contatti al più presto la Juventus Football Club, che ne abbiamo disperatamente bisogno.

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