• Carlo Barone

17-09-2008, Juventus 1-0 Zenit: la prima volta non si scorda mai...

Questo articolo sarà qualcosa di molto soggettivo: perché per me, Carlo, Juventus FC 1-0 Zenit FK, valida per la prima giornata della fase a gironi della UEFA Champions League 2007-2008, è stata la prima volta allo stadio, a vedere la Vecchia Signora giocare; più in generale, rappresenta per il sottoscritto il ricordo più dolce legato alla Juventus e al calcio in generale.


Il 17 settembre 2008, un mercoledì, il piccolo me di 12 anni stava facendo i compiti in casa. Arriva papà, abbastanza stanco dalla giornata di lavoro (tornava dalla campagna, era periodo di taglio del riso). Segue questa conversazione:


"Sei a posto con i compiti per domani?"

"Sì"

"Andiamo allo stadio"

*Mi cade la mascella*


Il viaggio d'andata in macchina fu quasi surreale: io che non credevo ai miei occhi, mio padre che sorrideva sotto i baffi pensando al bel momento cui si andava incontro. Entrando in Torino ricordo lo spettacolo della vista di corso Mediterraneo illuminato da degli avveniristici lampioni bianchi, al tempo nuovi di zecca. Una specie di gioco di luci che, inconsciamente, mi rendeva ancora più elettrizzato all'idea di cosa sarebbe accaduto di lì a poco.


La faccia di Dustin Hoffman nel finale de "Il Laureato" era esattamente quella che tenni per i 45 minuti in macchina da casa allo stadio, un misto di allegria, elettricità e inquietudine per cosa sarei andato a vedere da lì a poco

Parcheggiata la macchina in una qualche viuzza laterale, arriviamo all'Olimpico e troviamo i biglietti in biglietteria, evitando artatamente un bagarino che voleva venderceli a 5€ nella curva dei russi. Pensate che bei tempi: arrivare in un bidet di stadio da 25.000 posti mal contati per la prima partita di Champions League e sperare di riuscire di trovare i biglietti per entrare, lì sul posto. E trovarli, pure nei distinti.


Entriamo allo stadio: bellissimo. Cori, canzoni, freddo contenuto, sciarpe dappertutto, dovrei ancora avere quella da qualche parte in fondo all'armadio a casa. La partita in sé fu stratesa: lo Zenit, al tempo, era fresco vincitore della Coppa UEFA; era l'ossatura portante della Russia medaglia di bronzo ai precedenti Europei: i vari Arshavin, Denisov, Pogrebnyak, Zyryanov, Malafeev (che pure agli Europei partiva come riserva di Akinfeev) ecc.. militavano lì, assieme a Tymoshchuk, Skrtel e compagnia, formando una squadra che a ben diritto poteva puntare alla qualificazione al turno successivo.


Lo Zenit vincitore della Coppa UEFA nel 2008. Si sarebbero ripetuti qualche mese dopo battendo il Manchester United campione d'Europa in Supercoppa Europea... erano una squadra forte, poco da dire.

Quel giorno sentii per la prima volta associate al Creatore parole non di stima o preghiera: dietro di me sedeva un uomo dal forte accento del Nord-Est italiano, che, ad ogni tocco di palla dei russi, si riferiva all'Onnipotente attribuendogli le sembianze di quasi ogni membro della fauna esistente sulla Terra, e a volte anche della flora. Un concentrato di blasfemia a cui mio padre replicò con un "Carlo non ascoltare" - troppo tardi...


Poi, al minuto 76, punizione da 40 metri. Del Piero parte, una saetta che si abbassa, Malafe'ev non perfetto... Pallone sotto il sette. Un boato assurdo, il mio primissimo boato da stadio, la curva che canta, il Bocia che esulta sotto di noi...

Il momento in cui Malafeev viene battuto e la susseguente esultanza di Alex... indimenticabile.

Il ritorno in macchina fu quanto di più wholesome (mi si perdoni non sapere come rendere questa parola in italiano) mi sia mai accaduto: aria condizionata calda, papà e io che cantiamo, io che ripenso a cos'era successo... Auguro a qualunque dodicenne il giorno della partita di rivivere la stessa sensazione, è qualcosa di veramente fantastico... un'emozione che solo la Juventus può dare.

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