• Lino Basso

Welcome Joe: alla scoperta di Montemurro, nuovo coach della Juventus Women

Qualcuno vocifera la fantomatica "fine di un ciclo", altri sono certi che l'avvicendamento in panchina sia una scelta precisa della società: qualunque sia la verità, dal 1° luglio Joe Montemurro sarà la nuova guida tecnica della Juventus Women. A lui quindi l'arduo compito non solo di riconfermare la Juve come superpotenza del calcio italiano femminile, ma anche e soprattutto quello di portare l'undici bianconero il più lontano possibile nella prossima Women's Champions League.


Ai più, Montemurro è un nome pressoché nuovo e sconosciuto: l'allenatore australiano comincia la sua carriera nelle formazioni giovanili maschili, portando subito il Melbourne Knights al titolo regionale, perdendo poi la finale per conquistare il titolo nazionale. Dopodichè, guida il South Melbourne, squadra rivale della formazione sopracitata, fino al secondo posto nel proprio campionato. Arriva poi sulla panchina del Sunshine George Cross a una salvezza quasi insperata, per poi centrare la promozione con il Port Moresby, qualcosa che nella storia di questa piccola società, non accadeva da trent'anni.


Joe decide poi di tornare al South Melbourne, e compiere un'autentica impresa: non solo il titolo nazionale, ma anche una stagione da imbattuti. Furono zero le sconfitte subite in tutto l'arco della stagione. Un'altra piccola parentesi la passa al Coburg United, dove con quest'ultimo club si piazza al terzo posto nella regular season, per poi arrivare fino alla finale playoff poi persa contro l'Hekari United.


Le prime esperienze da allenatore di calcio femminile partono lì da dove ha iniziato la sua carriera, sempre a Melbourne, diventando l'head coach del Melbourne Victory: alla sua prima stagione nella W-League, Montemurro guida le sue ragazze fino al secondo posto finale, ottenendo così il miglior piazzamento di sempre nella storia del club.


A fine stagione, decide di passare dall'altra sponda di Melbourne, allenando il City: neanche a dirlo, la stagione della franchigia australiana è stratosferica, poiché si laurea campione nella stagione 2015-16 senza subire alcuna sconfitta, con una differenza reti davvero notevole. È il primo titolo conquistato da Joe Montemurro nel calcio femminile, e gli vale non solo la più ovvia delle riconferme, ma anche il diritto di diventare assistente di John Van't Schip, coach della formazione maschile, nonché vecchia conoscenza del calcio italiano maschile per i suoi trascorsi nel Genoa.

È nel novembre 2017 che arriva il primo e vero banco di prova di Montemurro: una volta lasciato il Melbourne City e la sua terra natia, sbarca nella FA Women's Super League – l'equivalente della nostra serie A – alla guida dell'Arsenal, una delle potenze inglesi del calcio femminile. Joe si ritrova a dover risollevare le sorti del club, che ha iniziato male la stagione 2017-18: ci riesce in parte, portando le Gunners a conquistare la FA Women's League Cup, battendo di misura il Manchester City in finale.

È un altro trofeo che Montemurro porta nella sua bacheca, oltre a quella del club inglese. Bacheca che sfortunatamente non si amplia immediatamente, dato che l'Arsenal giunge a un'altra finale, quella per aggiudicarsi la Women's FA Cup, che perderà per 3-1 contro il Chelsea. La stagione successiva, la prima "a tempo pieno" di Joe Montemurro alla guida dell'Arsenal è di quelle da record: nove vittorie consecutive nelle prime nove gare di campionato, nessuno ci era mai riuscito prima. Una striscia di risultati imperiosa anche nelle reti realizzate e subite, che verrà poi interrotta dal Manchester City, ma che non intaccherà lo strapotere dell'Arsenal nella stagione 2018-19: vittoria in finale che vale la seconda Fa Women's League Cup consecutiva, ancora contro il Manchester City, ma questa volta dopo i calci di rigore, e titolo di campionesse d'Inghilterra con una giornata d'anticipo, qualcosa che l'Arsenal non conquistava dal 2012.

Inoltre, arriverà anche la matematica qualificazione alla Women's Champions League dopo cinque anni d'assenza, oltre ai riconoscimenti personali come il premio Manager Of The Year ai London Football Awards e Coach Of The Year per la stagione stratosferica svolta alla guida dell'Arsenal. Joe rimarrà alla guida della squadra londinese per altre due stagioni, portando le Gunners ai quarti di finale di Champions e a centrare un altro poderoso record: la vittoria per 11-1 in campionato contro il Bristol City è la più larga e netta nella storia della FA Women's Super League.

Si arriva così ai giorni più recenti, dove la volontà di chiamare Montemurro sulla panchina bianconera è stata dettata da una serie di fattori molto chiari e rilevanti. Il tecnico australiano porta sicuramente con sé tanta esperienza internazionale, quel qualcosa che inevitabilmente serve a una squadra come la Juventus Women: tre eliminazioni ai sedicesimi di finale sono ancora grossi macigni sopra le teste della dirigenza, seppur con tutte le attenuanti del caso, poiché due sorteggi su tre non sono stati affatto benevoli con le nostre beniamine.

Se con il Brondby si è pagata l'inesperienza, con Barcellona prima e Lione dopo, la notevole differenza tecnica è stata determinante, nonostante con le ex campionesse d'Europa e di Francia la Juve abbia disputato la sua migliore prestazione europea nella gara d'andata giocata all'Allianz Stadium. La scelta di allontanare Rita Guarino, artefice dei quattro scudetti, una Coppa Italia e due Supercoppe Italiane, fa e farà sempre discutere.


Personalmente ritengo inevitabile volgere uno sguardo a quanto accaduto con la Juve maschile, quando alcune scelte (rivelatesi poi errate) hanno portato a distogliere l'attenzione dal riconfermarsi dominatori nel proprio campionato (complice della situazione anche un mercato in entrata non proprio eccelso). Dunque c'è il rischio che la storia in negativo si ripeta anche nelle fila delle Women? Sì, è possibile: è più che giusto alzare l'asticella, è più che giusto voler dimostrare di saper far bene anche in una competizione ardua ma prestigiosa come la Women's Champions League, ma questo non deve far arrivare quel senso di sazietà per quanto riguarda le competizioni in Italia.


Che sia il campionato, la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana, la Juventus Women è chiamata a una riconferma su tutti i fronti e a riservare ulteriori energie mentali e fisiche per disputare finalmente una Champions dignitosa. Certo, nessuno si deve illudere che la J-Women possa già ambire alla vittoria nella massima competizione europea: il divario con le big è ancora troppo evidente e netto da poter essere già colmato. Neanche i nuovi acquisti che verranno annunciati nella sessione di calciomercato estiva potranno accorciare le distanze. Il tanto acclamato professionismo in Italia, purtroppo, avverrà soltanto nell'estate 2022, ed è pura utopia sognare dei colpi di mercato da urlo.


Se si è tirato un enorme sospiro di sollievo con la riconferma di Barbara Bonansea per almeno un'altra stagione, purtroppo non si potrà dire ugualmente di Laura Giuliani, che vestirà un'altra maglia nella prossima stagione, così come Doris Bacic. Con la stagione 2021-22 che deve ancora entrare nel vivo, non è facile stabilire se Joe Montemurro si rivelerà una scelta azzeccata o errata: per quanto riguarda le gare europee, di sicuro ci sarà molto più ottimismo, non solo con la nuova formula della competizione – adeguata a quella maschile con tanto di gironi –, ma anche perché lo stesso coach australiano, dall'alto della sua esperienza, potrà far compiere un salto in avanti notevole alle nostre giocatrici.

Ma come già detto in precedenza, nessuno si deve sentire sazio per quanto concerne il calcio nostrano. Ambiziosi e volenterosi sì, snobbare avversarie come Milan, Roma e perché no, anche il Sassuolo, assolutamente no. Buona fortuna e buon lavoro Joe, ti aspetta un compito arduo e complicato, ma puoi farcela. See you soon in black and white.



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