• Lino Basso

J-Women, sconfitta con grande onore: il Chelsea vince, ma le bianconere stanno crescendo in Europa

La Juventus Women lotta davvero fino alla fine, e va vicina a una piccola grande impresa, ma alla fine vince il Chelsea: nella seconda gara del gruppo A di Champions League, le vice campionesse d'Europa vincono 2-1 con i gol di Erin Cuthbert e Pernille Harder. Di Barbara Bonansea il gol del momentaneo pareggio.


Anche in ambito europeo il modulo rimane il medesimo: Peyraud-Magnin in porta, difesa centrale classica e storica, formata da capitan Gama, che rientra anche dal primo minuto, e Salvai, coadivuate da Lundorf e Boattin ai lati. Centrocampo e attacco a tre: linea mediana composta da Pedersen, Rosucci e Cernoia, attacco formato da Hurtig, Girelli e Bonansea.


Parte subito bene la Juve: Rosucci cerca Hurtig in area di rigore, Bright respinge di testa ma la palla arriva a Bonansea che calcia di prima intenzione, Carter respinge ma la sponda di Girelli è debole ed arriva tra le braccia di Berger.


Il Chelsea, ovviamente, non sta a guardare: la prima discesa di Harder è rapida e pericolosa, ma la deviazione di Lundorf in calcio d'angolo evita ulteriori grattacapi alla difesa bianconera.


Sin qui è una gara a viso aperto: la Juventus non vuole e non si fa schiacciare dalla forza del Chelsea, che però riesce ugualmente a rendersi pericoloso sulle ripartenze rapide.




Si scalda Kerr per le blues: due conclusioni verso la porta juventina, la prima ribattuta, l'altra innocua verso i guanti di Peyraud-Magnin. Le bianconere replicano con un lancio per Girelli, che però è leggermente lungo.


Il primo vero squillo delle campionesse d'Italia arriva al 18': il cross di Lundorf è ottimo per la testa di Bonansea, che colpisce bene ma il pallone termina alto sopra la rete. Questione di centimetri, ma aumenta la fiducia e la voglia nell'undici bianconero di fare bene in questo match prestigioso e importante.


Pochi minuti più tardi arriva un episodio dubbio: Bright sbaglia, Hurtig recupera palla e si lancia verso la porta, Carter le tiene testa in velocità ma l'attaccante svedese cade a terra poco prima di arrivare in area avversaria: l'arbitro Martinčić lascia proseguire, e bisogna dirlo, è stata una decisione giusta. Hurtig si sbilancia nel disperato tentativo di arrivare verso la porta difesa da Berger, e non vi è alcun contatto con Carter.


Le londinesi, neanche a dirlo, replicano poco dopo: Bright scarica un potente destro dalla distanza, ma leggermente impreciso: Peyraud-Magnin sembrava essere sulla traiettoria, la palla termina comunque alta sopra la traversa.


Al 31' il Chelsea colpisce e passa in vantaggio: Harder pesca l'accorrente Cuthbert, che avanza indisturbata palla al piede: Boattin quantomeno prova a fermarla, non ci provano Gama e Salvai, così la numero ventidue del Chelsea può spedire il pallone alle spalle di Peyraud-Magnin. Un peccato, perchè la Juventus Women sin qui si era ben comportata contro le vice campionesse d'Europa, e anche perchè con una maggiore attenzione nel chiudere la diretta avversaria si sarebbe potuta evitare la marcatura.



Le Women provano subito a replicare: un bel pallone filtrante di Pedersen mette in movimento Hurtig, che va via ancora una volta in velocità, ma perde l'attimo propizio per calciare in porta, anche per l'arrivo di Carter. Juve in svantaggio sì, ma giocando ugualmente una buona partita.


Capitan Gama ha il suo bel da fare per evitare un'altra incursione di Cuthbert dopo un errato disimpegno delle sue compagne di reparto, ma è il preludio al pareggio juventino che fa esplodere di gioia l'Allianz Stadium: Pedersen apre per Boattin, che fornisce un assist al bacio per Bonansea che di piatto colpisce in maniera secca e precisa, battendo Berger e realizzando il gol dell'1-1. È tripudio bianconero anche in campo per le nostre ragazze, che acciuffano un pareggio sin qui giustissimo: le bianconere non sono state da meno alle vice campionesse d'Europa.





Da sottolineare anche il gran movimento di Hurtig, che ha portato via con sé Carter ed Eriksson, lasciando BB11 libera di colpire quasi indisturbata.


Il Chelsea tenta di riportarsi avanti prima della fine del primo tempo con delle conclusioni dal limite dell'area, il muro bianconero è compatto quanto basta per bloccare le avanzate delle blues, ma sul finire del primo tempo si corre un enorme brivido: Peyraud-Magnin ha tutto il tempo per rinviare, ma rimane ferma palla a terra e subisce il pressing di Kerr, che intercetta il pallone al momento del rinvio del portiere francese; per fortuna la palla scivola a lato.


Finisce così la prima frazione di gioco: forse è un giudizio ancora avventato, ma è da sottolineare come la Juventus stia crescendo. Sì, perchè il Chelsea potrà essere di un livello superiore rispetto all'undici bianconero, ma non ha di certo dominato. Tutt'altro.


Merito soprattutto della prestazione delle ragazze di mister Montemurro, che non si sono perse d'animo dopo il gol di Cuthbert, e hanno continuato ad attaccare e a giocarsela a viso aperto, senza timori reverenziali. Anche così è arrivato il gol del pari di Bonansea, migliore in campo fino ad ora.



Nella ripresa la J-Women torna alla carica: il cross di Cernoia è per Girelli, che cade in area nonostante non vi sia un contatto decisivo, Bonansea la rimette in mezzo e sempre Cernoia è in ottima posizione al limite dell'area, ma nel controllo si allunga il pallone e la difesa del Chelsea può allontanare la sfera.


Anche il Chelsea torna a rendersi pericoloso: prima Harder, poi Leupolz e di nuovo la fuoriclasse danese calciano verso la porta bianconera, ma terminano fuori non di molto, in particolare l'ultimo tentativo di Harder ha fatto davvero rabbrividire tutto il pubblico giunto all'Allianz a sostegno delle campionesse d'Italia in carica.


Il secondo tempo segue lo stesso copione del primo: entrambe le squadre creano molte occasioni, nessuna prevale sull'altra. Probabilmente la Juve paga un po' di imprecisione al momento di calciare, mentre il Chelsea, al contrario, esegue più tiri che però trovano pronta la difesa juventina.


Ci riprova Cernoia con il suo sinistro su calcio piazzato, ma la traiettoria finisce lontana dallo specchio della porta, anche se non di molto.


Si arriva così al 69', dove purtroppo arriva un'altra doccia fredda per le Women: scambio Harder - Kerr, palla a Kirby che la scarica di nuovo per Kerr, il tiro della giocatrice australiana è respinto da Salvai, ma Harder si avventa fulmineamente sul pallone e calcia, Peyraud-Magnin tocca ma non può bloccarla, e la palla scorre oltre la linea di porta. Nuovo vantaggio Chelsea, con una se non la più importante icona della sua squadra, Pernille Harder. L'Allianz è ammutolito, e non poteva essere diversamente, poichè nonostante le pericolose avanzate create dalle londinesi, la Juventus Women non si è fatta schiacciare e ha costruito diverse trame offensive interessanti.



Era lecito aspettarsi una reazione bianconera: un minuto più tardi Cernoia fornisce un pallone filtrante per Hurtig, che arriva in area ostacolata da Bright, ma riesce ugualmente a calciare. La palla però termina fuori, facendo sfumare così un'ottima chance per ritrovare il pareggio.


Arrivano le prime sostituzioni per la Juve: entrano Bonfantini e Lenzini, escono Bonansea e Salvai.


Al 73' il Chelsea va vicinissimo alla terza marcatura: un'altra pericolosa avanzata delle campionesse d'Inghilterra permette a Kerr di calciare dal limite dell'area, Peyraud-Magnin con un gran colpo di reni devia il pallone che si infrange poi sul palo.


Harder ancora una volta sembra essere più rapida di tutte per ribadire la sfera in rete, ma questa volta è anticipata da Lundorf, che in maniera provvidenziale spazza via. Enorme brivido per la retroguardia juventina.


La Juventus Women tenta il tutto per tutto nel finale: Cernoia salta Reiten, ma il suo cross è deviato, pericolosamente, da Eriksson.


Altra duplice sostituzione nelle fila bianconere: dentro Staskova e Caruso, fuori Girelli e Rosucci.


Gli ultimi minuti sono concitati, anche per l'infortunio occorso a Pedersen: nel tentativo di contrastare Kerr, la centrocampista danese si ferma e si accascia a terra. Inizialmente si è pensato ai classici crampi, ma il numero quattordici della Juve rimane ancora a terra, e Montemurro è costretto a sostituirla: entra così in campo Zamanian.


Il forcing finale è ancora a tinte bianconere: prima Bonfantini salta Andersson e crossa con la respinta, un po' affannosa, di Berger, e poi Hurtig scarica per Staskova che lascia partire una potente conclusione ma centrale, che trova la parata dell'estremo difensore del Chelsea.


Finisce quindi così, con una sconfitta per la Juventus Women: il Chelsea vince 2-1, ma mai come questa volta il gap con la più quotata formazione inglese si è colmato. A titolo di scrive, è stata una prestazione anche migliore di quella della scorsa stagione contro il Lione.



Si, perchè il Chelsea avrà anche vinto una gara importante e prestigiosa, ma non ha dominato. É chiaro che le tante individualità di cui dispone hanno permesso di prevalere nel risultato finale, ma chi pensava a un monologo in termini di gioco e risultato, si è dovuto ampiamente ricredere.


Ci si aspettava una super gara da parte delle nostre ragazze, e così è stato: anche sullo 0-0, anche nel primo svantaggio, l'undici bianconero non si è disunito, è rimasto compatto e ha continuato a lottare letteralmente fino alla fine, anche così è nata l'azione che ha portato al momentaneo pari di Bonansea.


Certo, sarebbe stato meglio uscire con un risultato utile dopo una gara così, ma è fondamentale ricordare che non tutto è perduto.


La Juve ha solo un punto di distacco dal duo di testa Chelsea - Wolfsburg nel gruppo A, e già dalla prossima gara con le tedesche, sempre all'Allianz Stadium, si potrà fare ancora meglio se lo spirito e la personalità in campo saranno queste.


Sempre a nome di chi sta scrivendo, questa è stato un ulteriore passo in avanti verso la crescita in Europa: a piccoli passi, si otterrà qualcosa di importante. Grazie e bravissime tutte ragazze.


Grazie anche a chi è andato a sostenere queste ragazze: la spinta del vero tifo è stata un’ulteriore carica.





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