• Lino Basso

Se saltelli segna la Girelli: la Juventus Women fatica ma batte l'Empoli 1-0

La Juventus Women rimane a punteggio pieno nella quarta giornata di serie A: al JTC di Vinovo le bianconere faticano più del previsto, ma un guizzo vincente della bomber Cristiana Girelli risolve una partita più ostica del previsto e permette di rimanere in vetta insieme al Sassuolo.


Mister Joe Montemurro opta per il consueto 4-3-3: Peyraud-Magnin tra i pali, linea difensiva centrale obbligata e composta da Cecilia Salvai, oggi capitano, e Martina Lenzini, supportate ai lati da Matilde Lundorf e Lisa Boattin. Trio di centrocampo composto da Annahita Zamanian, Sofie Pedersen e Martina Rosucci, sempre tre le protagoniste della linea offensiva: Agnese Bonfantini, Cristiana Girelli e Barbara Bonansea.



Subito al 3' la porta bianconera subisce il primo grande pericolo: Bragonzi, di proprietà della Juve ma in prestito all'Empoli, ci prova dai trenta metri. Peyraud-Magnin deve allungarsi e deviare in calcio d'angolo un pallone molto velenoso.

E' un Empoli che vuole rifarsi subito e alla grande dopo la debacle contro l'Inter, mentre la Juventus è colta di sorpresa ma due minuti più tardi risponde per le rime: Bonansea sguscia via sulla fascia in gran velocità, uno dei suoi punti di forza, ma il suo tiro centrale e viene parato da Capelletti.


Proprio l'estremo difensore empolese rischia di combinarla grossa: sempre Bonansea crossa dal fondo linea, Capelletti non mantiene la presa sul pallone e Bonfantini per poco non riesce a ribadire la sfera in fondo alla rete.


E' una Juve che dopo lo spavento iniziale, sta indubbiamente alzando il piede sull'acceleratore, praticamente come in quasi ogni gara: ci prova Pedersen, successivamente, in girata su cross di Zamanian, ma la palla termina ben alta sopra la traversa. Anche il calcio piazzato di Boattin termina a lato.


Al 22' le Women vanno vicinissime al vantaggio: Bonfantini viene ben imbeccata su un lancio da centrocampo, ma la gioia del gol le viene negata da un magistrale intervento di Capelletti, che si ripete poco dopo su un calcio di punizione di Girelli, cui palla le rimbalza davanti ma che fa comunque sua.


Le bianconere continuano a spingere cercando di scardinare con forza la resistenza della retroguardia empolese, forte di un quartetto difensivo attento e preciso, e con una Capelletti in giornata di grazia. Le ospiti provano a ripartire ma in parole più semplici, l'Empoli regge alla grande nonostante la Juve faccia la gara.


Le campionesse d'Italia vanno ancora molto vicine al gol: Girelli salta più in alto di tutte, ma il suo colpo di testa esce alto sopra la traversa per questione di centimetri.

E la storia si ripete a cinque al termine del primo tempo: Bonansea si lascia tutte le sue avversarie alle spalle, ma nè Girelli e soprattutto Bonfantini, indisturbata e con la porta lasciata vuota, riescono a ribadire in rete.


Finiscono quindi sullo 0-0 i primi quarantacinque minuti di gioco: come già riportato in precedenza, la J-Women ha condotto la gara in lungo e in largo salvo il lampo iniziale dell'Empoli con Bragonzi. Il muro dell'Empoli ha retto molto bene alle "sfuriate" in velocità di Bonansea, sin qui migliore in campo per le bianconere, e soprattutto il portiere Capelletti ha salvato la propria porta in più occasioni con interventi davvero determinanti.

Secondo tempo, stesso copione: Rosucci supporta Bonansea in un recupero di palla e la numero undici juventina calcia in porta, ma Capelletti ancora una volta allunga i guantoni e toglie dalla porta il pallone con un'altra pregievole parata. Come all'inizio del primo tempo, l'Empoli scuote e spaventa la Juve: questa volta è Prugna a tentare dalla lunga distanza, Peyraud-Magnin è colta di sorpresa ma per fortuna della Juventus la palla si stampa sulla traversa.


Un brivido notevole per la retroguardia juventina, ma che rimette in moto il reparto offensivo: sempre Bonansea ha una buona chance nonostante sia un po' decentrata rispetto alla porta avversaria, ma Capelletti esce e anticipa tutti.

Una gara che diventa anche nervosa: Zamanian ha un alterco con Monterubbiano e viene ammonita, e i falli da ambo le parti non mancano e si fanno sempre più insistenti.

Montemurro prova a scuotere definitivamente la sua formazione, e mette in campo Arianna Caruso e Lina Hurtig al posto di Zamanian e Bonfantini.


Al 65' c'è uno degli episodi chiave del match: una mischia in area di rigore bianconera vede il tiro di pugno intercettato da Caruso con la mano, l'arbitro Costanza ha il fischietto in mano ma decide di non assegnare il penalty alle avversarie. C'è da dirlo: il rigore era netto contro le bianconere. C'è da tirare un enorme sospiro di sollievo.


Pochi istanti più tardi Hurtig va via sulla fascia e calcia quasi dalla linea di fondo, la palla però termina sull'esterno della rete. Mancano circa venti minuti più recupero alla fine, e la Juve è ancora bloccata da un ottimo Empoli.


Girelli ricomincia l'assedio verso la porta avversaria: il suo assist per Bonansea vede per l'ennesima volta la grande e decisiva opposizione di Capelletti, mentre il colpo di testa di Cristiana scheggia la traversa un minuto dopo.


Il 71' coincide con l'episodio clou del match: Rosucci riesce a buttare in mezzo un pallone che sembrava ormai destinato a uscire fuori, e la traiettoria è perfetta per la testa di Girelli che questa volta colpisce con maggiore precisione e riesce a superare Capelletti. E' il gol che serviva a sbloccare una gara sin qui dominata sul piano del gioco mostrato, ma ugualmente incastrata grazie alla notevole e longeva resistenza della difesa empolese oltre alle grandi parate di Capelletti, qui incolpevole sul gol subito.





Girelli ha così indirizzato la partita sui binari giusti, ma che non scoraggia l'Empoli nel cercare il pareggio nonostante manchino quindici minuti al fischio finale.

Proprio CG10 esce dal campo per fare spazio ad Andrea Staskova, così come Bonansea che viene sostituita da Amanda Nilden.


La Juventus Women ora ha abbassato notevolmente i ritmi, e concede qualche spazio in più a un Empoli che ci prova ancora dalla distanza e in questa circostanza con Cinotti, ma il tiro calciato dalla numero dieci azzurra è debole, e Peyraud-Magnin non ha problemi a far sua la sfera.


Le ragazze di Joe Montemurro attaccano ancora con Rosucci, cui tiro viene deviato favorendo la parata di Capelletti, e gestiscono le ultime forze rimaste per bloccare l'Empoli nella propria metà campo, impedendo loro così di ripartire per cercare un ultimo e forsennato tentativo verso la porta bianconera.


Finisce quindi così, con una vittoria di misura ma sudata nonostante le nostre ragazze abbiano condotto la gara dall'inizio alla fine, concedendo sì qualche occasione che ha fatto correre dei brividi non indifferenti a Salvai e compagne, e con quella grossa macchia di un rigore non assegnato all'Empoli che, va ripetuto, sembrava davvero netto.



La J-Women ottiene così la quarta vittoria su quattro gare di campionato sin qui disputate: tre punti più sudati del previsto, ma l'importante era uscire dal campo con un risultato positivo.


Ora bisogna ritrovare tutte le forze fisiche e mentali, poichè comincia un miniciclo molto importante nella stagione bianconera: sabato 2 ottobre c'è la probante trasferta di Roma in casa delle giallorosse, sin qui inseguitrici in classifica a ridosso delle bianconere ma con una partita da recuperare insieme all'altra diretta avversaria per lo scudetto, ovvero l'Inter della mai dimenticata e barbaramente infamata Rita Guarino.


Dopodichè inizierà la fase ai gironi di Champions League: il sorteggio, neanche a dirlo, non è stato benevolo con la formazione bianconera. Servette a parte, Chelsea e Wolfsburg sono due formazioni molto ardue da affrontare, e in particolar modo le inglesi nel quale militano pietre miliari del calcio femminile come Pernille Harder e Samantha Kerr, due nomi non a caso per il quale dovranno essere attuate misure molto speciali per contenere tutto il loro estro.


Martedì 5 ottobre ci sarà la gara con il Servette, in cui è fondamentale ottenere tre punti prima di entrare a contatto con le vice campionesse d'Europa e la formazione tedesca sempre molto ostica per chiunque. Insomma, per oggi è andata bene così.


Ma si può e si deve far meglio.



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