• Pasquale Troiano

Tutto in novanta minuti: la piega della stagione si decide stasera

Quella in corso di svolgimento è probabilmente la stagione calcistica e sportiva più anomala di sempre date le circostanze sociali che hanno stravolto completamente i piani delle leghe e delle competizioni. Dunque ci siamo ritrovati così, con tutti i trofei in gioco tra giugno e agosto. Stasera c’è la finale di Coppa Italia e ci si gioca quindi il primo dei tre obiettivi stagionali (psicologicamente anche qualcosa in più) in un Napoli-Juventus che ha ormai il gusto del leitmotiv del calcio italiano degli ultimi anni. La sfida dell’Olimpico ha il suo fascino non solo per le due contendenti in sé, da sempre rivali, ma anche perché alla guida della Vecchia Signora c’è Maurizio Sarri, l'allenatore che ha trasformato e trascinato la squadra partenopea in un triennio da sogno e della quale in cuor suo rimarrà sempre un tifoso.


Il tecnico toscano non si è lasciato in ottimi rapporti con il club campano, in particolare con il Presidente De Laurentiis. Non è più visto di buon occhio anche da gran parte della tifoseria azzurra, che nel suo passaggio alla Juventus (dopo una stagione transitoria a Londra nella quale ha conquistato l’Europa League) ha visto fin dall’inizio un tradimento, paragonabile a quello di Higuain di un paio di stagioni fa. Nonostante ciò Sarri ha sempre avuto parole al miele per i suoi ex tifosi e calciatori. “Se mi applaudono sarà amore, e se mi fischiano sarà comunque amore”, così l’allenatore durante la conferenza stampa di presentazione alla Juve il 20 giugno 2019, ormai un anno fa, rivolgendosi ai tifosi del Napoli.


I precedenti sono le due partite di campionato, la prima vinta in maniera rocambolesca 4-3 allo Stadium con il famoso autogol di Koulibaly allo scadere e dopo la rimonta azzurra di un triplo vantaggio. Il secondo precedente risale a fine gennaio, ed arrivò una sconfitta per 2-1 al San Paolo a seguito di una delle peggiori prestazioni della stagione per la squadra torinese. Ora non c’è più tempo per sbagliare, per imparare e per provare. Stasera l’imperativo è e deve essere uno soltanto: vincere (sperando di riuscire anche a convincere).

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