• Elia Robino

Tra Juventus, Napoli e il Covid anche stasera vincerà l’inadeguatezza del sistema

Aggiornato il: ott 5


Pronti via, ecco che si va verso la seconda sconfitta a tavolino nel campionato 2020/2021. La prima che fu patita dalla Roma contro il Verona per l’errato inserimento del guineiano Diawara negli Under 22, la seconda verrà invece - molto probabilmente - consumata questa sera sul campo dell’Allianz Stadium. La Juventus - come da comunicato societario - si presenterà per giocare contro un Napoli che, a meno di colpi di scena dell’ultimo minuto, non si muoverà da Napoli per questioni sanitarie legate al covid-19.


L’antefatto


La scorsa giornata si è disputata al San Paolo la partita di campionato Napoli – Genoa terminata con un sonoro 6 – 0 a scapito della squadra genovese. La partita, che si sarebbe dovuto giocare alle ore 15, venne rinviata alle ore 18 per la positività al covid di Perin dell’ultimo minuto. Quello che sembrava un contrattempo, nascondeva in realtà l’inizio di una situazione ben più grave, un vero e proprio focolaio di Covid all’interno delle strutture del Genoa che in questo momento conta ventidue positivi in aumento di ora in ora.


La situazione a casa Napoli


Chiaramente la grave situazione genovese mette in allarme sanità e società del Napoli che provvede alle analisi dei suoi giocatori, trovando venerdì positivo il polacco Zielinski e il giorno dopo il suo collega di reparto Elmas. In un primo momento sembra che comunque la squadra si prepari per partire per Torino, poi all’improvviso l’ASL di competenza blocca tutti – o almeno così sembra – in quarantena domiciliare per tutti i calciatori e staff del Napoli per sicurezza.


La Circolare Ministero della Salute prot. 21463 e la FIGC sulla questione rinvii


Eppure qualcosa questa decisione dell’ASL non convince tutti. Il giornalista Giovanni Capuano pubblica su Twitter un estratto della circolare sopracitata che è chiaro in materia: in caso di quarantena fiduciaria degli sportivi è possibile nelle quattro ore prima fare l’esame sierologico a tutti, permettendo ai giocatori di scendere in campo in caso di esito negativo e di tornare in quarantena una volta terminata la partita. Nella giornata del 2 ottobre anche la FIGC ha deciso di mettere il punto sulle questione relative al rinvio delle partite a causa di focolai della malattia: si ha un “bonus” utilizzabile una volta a stagione nel caso di più di dieci giocatori malati che dà la facoltà alla società di ottenere il rinvio della partita. Negli altri casi vale sempre la regola dei tredici calciatori più il portiere. Tutto chiaro, anche se in fondo c’è la postilla: "fatti salvi eventuali provvedimenti delle Autorità statali e locali"

Cosa significa tutto questo? Che, come al solito, nel paese Italia nessuno ha voglia di prendersi nessuna responsabilità lasciando tutto alla situazionalità e al buon senso degli attori in causa nel momento in cui ci si trova di fronte ad una situazione critica.


La situazione del calcio è avvilente. Da una parte abbiamo la Salernitana, altra squadra campana, che con due positivi viene comunque lasciata muovere in trasferta fino a Verona per giocare contro il Chievo in Serie B mentre per il Napoli viene chiamato in causa il principio di precauzione. Questo viene permesso perché da parte dell’ASL, della Lega e in generale dallo Stato Italiano non vengono mai prese posizioni chiare e definitive su nulla. Chiariamo una cosa: la stessa partenza dei campionati di calcio nel mondo è una violazione del principio di precauzione. Eventuali focolai in società sportive erano una possibilità talmente scontata che è inaccettabile che dallo stop del campionato a marzo ad oggi tutti gli attori in causa non siano riusciti a sedersi ad un tavolo per definire un protocollo certo e condiviso con cui gestire la situazione di una squadra con uno o più malati.

Questo comportamento da parte di FIGC, società e ASL mina per l’ennesima volta la credibilità di tutto il movimento calcistico italiano.


La giustizia a due velocità e i doppi standard devono finire, bisogna capire se il calcio possa davvero andare avanti o no e bisogna capirlo ora, il tempo delle chiacchiere è finito ma non oggi, è finito da almeno sei mesi anche se sembra non essersene accorto ancora nessuno dove conta davvero.


Una previsione


Nonostante il pezzo sia concluso voglio fare in queste ultime righe una previsione sulla partita: Juventus Napoli fa troppi spettatori per essere davvero persa a tavolino dal Napoli - magari ci sbaglieremo - ma è lecito pensare che alla fine verrà rinviata in modo da fare tutti i contenti: i giornali potranno scrivere per giorni della vicenda, le società non perderanno soldi dei diritti TV e tutti potranno darsi sonore pacche sulle spalle per aver salvato anche questa volta la salute pubblica. Alle spalle di noi tifosi e spettatori, che vorremmo solo guardare il gioco più bello del mondo, senza dover tutte le volte goderci anche tutto questo teatrino imbarazzante.

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