• Francesco Rea

Pagelle Zenit – Juve 0- 1, il bicchiere è mezzo vuoto?

La trasferta di San Pietroburgo ci regala la quarta vittoria consecutiva per 1 a 0, tre punti che ci proiettano al primo posto del girone a punteggio pieno ed con altro clean sheet, che conferma i buoni passi avanti nella ricerca dell’equilibrio (insieme al Bayern siamo l’unica squadra a non aver ancora subito gol in Champions League).


Se nei numeri troviamo conforto e una buona dose di soddisfazione, sulla prestazione fornita dalla squadra il giudizio non può che essere negativo. Sia chiaro, è fondamentale aver dato continuità di risultati ed indirizzato il passaggio del turno, ma le difficoltà mostrate sul campo fanno suonare un campanello d’allarme per il prosieguo della stagione. Dopo aver sistemato la fase difensiva, imprescindibile per competere ai massimi livelli, ora il focus deve essere rivolto al miglioramento della fase di possesso, alla gestione della palla nella metà campo avversaria e all’efficacia delle giocate negli ultimi 30 metri di campo.


Ieri si sono visti tanti errori tecnici, sia in fase di impostazione, dove fatichiamo a trovare le giuste distanze tra i reparti e ad uscire in modo pulito con passaggi corti, sia in fase di rifinitura, dove idee e meccanismi latitano. Anche lo stato di forma di alcuni giocatori chiave sta condizionando non poco la resa della squadra, per questo è utile valutare anche le prestazioni dei singoli.


Le pagelle


Szczesny 6 Non perfetto stilisticamente ma efficace sul tentativo di Claudinho ad inizio primo tempo. Non viene ulteriormente impensierito dagli attaccanti avversari.


Alex Sandro 6 Partita solida in fase difensiva, sempre presente in fase di appoggio ma troppo timido negli ultimi metri di campo.

Cuadrado (12’ st) 6 Piazzato sulla solita fascia destra, assicura il solito apporto alla fase offensiva e buona copertura. Sta lentamente recuperando lo stato di forma ideale.


Bonucci 5,5 Partita attenta in marcatura, troppi invece gli errori in fase di impostazione. Spesso ricorre al lancio lungo invece di mettere ordine e garantire un’uscita dal basso ragionata. Data la poca qualità diffusa, il suo ruolo è fondamentale per supportare il centrocampo. Il suo biglietto alla lotteria del MOTM Uefa risulta quello vincente.


De Ligt 7 Onnipresente. Copre l’intero arco difensivo senza la minima sbavatura. Non gli basta e decide di ripulire i palloni sporchi a centrocampo, spesso ribaltando l’azione con ottime letture sulle linee di passaggio avversarie.


De Sciglio 7 L’esilio in Francia e il ritorno di Allegri l’hanno rivitalizzato. Sempre presente in appoggio e in costruzione, puntuale nelle sovrapposizioni e chirurgico nel fornire cross (e assist) alle punte. Uno dei pochi che riesce ad avere la lucidità nelle scelte offensive (primo per passaggi chiave). Speriamo che gli infortuni lo lascino tranquillo. MOTM.


McKennie 5,5 Siamo ancora lontani dalle prestazioni dello scorso anno. L’impegno c’è e si vede ma anche per lui sono troppi gli errori negli appoggi.


Locatelli 6 Partita ordinata ma con pochi spunti. Meglio la fase di non possesso con un’ottima copertura degli spazi e il recupero di diversi palloni. La coppia con Bentancur sembra funzionare ma serve trovare più linee di gioco.

Arthur (12’ st) 6 Dopo il rientro in campionato, il brasiliano fa il suo debutto in Champions offrendo una prestazione solida. Con il suo ingresso si chiede maggiore qualità e ricerca della profondità e la risposta non tarda ad arrivare, con l’ottima imbucata centrale che manda Cuadrado in zona pericolosa. Qualche sbavatura in fase difensiva dove fatica a fare filtro in zona centrale. La buoni sorti della stagione passeranno anche dalle sue prestazioni.


Bentancur 6 Ottima la fase di pressing che spesso induce all’errore i centrocampisti dello Zenit. La presenza di Locatelli lo libera in parte da compiti di impostazione, ma deve muoversi di più per fornire continuo appoggio. Peccato non vederlo intraprendente negli inserimenti in area avversaria, ancora troppo sporadici.

Ramsey (40’ st) SV.


Bernardeschi 6 Ancora una buona prestazione in fase di copertura, forse il motivo principale per il quale parte avanti rispetto a Kulusevski nelle gerarchie di Allegri. In fase offensiva non riesce a trovare lo spazio per incidere, anche a causa del poco movimento dei compagni.

Kulusevski (12’ st) 6,5

L’approccio alla partita non è dei migliori, tenta un paio di accelerazioni ma viene disinnescato con facilità. Si muove bene tra le linee e proprio da un inserimento in zona centrale arriva il gol che deciderà la partita. Sul talento svedese le discussioni sono sempre tante e i giudizi spesso ingenerosi: gli si rimprovera soprattutto una scarsa continuità di prestazioni, anche all’interno di una stessa partita, ma l’età è dalla sua parte e con il giusto atteggiamento potrà sicuramente lottare per un posto da titolare.


Morata 5,5 Al rientro dall’infortunio offre una prestazione discreta. Non trova molti spazi nella difesa bassa dello Zenit, si muove tanto a supporto del centrocampo, ma le sue sponde non sono della qualità a cui ci ha abituato. La migliore giocata della partita la fa da trequartista puro, quando con un passaggio filtrante manda in porta Mckennie, che spreca tutto.


Chiesa 5 L’impegno non manca mai, ma la lucidità inizia a venir meno. Sbaglia praticamente tutte le scelte in fase di rifinitura e ricerca della profondità. Probabilmente è il giocatore più stanco delle ultime settimane, e la sensazione è che non possiamo permettercelo.


Allegri 6,5 Il voto è un riassunto della solidità mostrata dalla squadra nelle ultime uscite e della lucidità mostrata dal Mister nell’analisi fatta ai microfoni del post-partita. Gli obiettivi di breve termini sembrano essere chiari: migliorare nel gioco. “Non abbiamo fatto una bella prestazione. Siamo stati lenti e abbiamo sbagliato molto tecnicamente. Direi una prestazione che ci permette di alzare l’attenzione in vista di domenica”.

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