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Laurea a tinte bianconere all'Università di Firenze

Aggiornato il: 9 nov 2019

(di Margherita Balestri)

In questi giorni ha destato molto interesse la storia di Matteo Poggesi, studente iscritto all’Università di Firenze, laureatosi con una tesi su Cristiano Ronaldo. Ad un primo impatto si può pensare ad uno scherzo, ad una tesi di laurea che con la Facoltà di Economia e Commercio non ha niente a che vedere. Tuttavia non è così. Matteo ha analizzato in maniera approfondita il brand del fenomeno portoghese ed ha intitolato la sua tesi Marca come identità aziendale: il caso CR7. Anche noi abbiamo voluto conoscere e intervistare il toscano, bianconero del momento.


In foto Matteo mentre si presta a discutere la tesi


Ciao Matteo. Innanzitutto volevamo farti i complimenti sia per il percorso di studi appena compiuto che per la scelta del tema sicuramente originale. Come e quando è nata la tua fede juventina?

Sono juventino da quando sono nato, esattamente il 12 novembre 1997. La mia fede è nata insieme a me, ma anche grazie a mio babbo e mio nonno che sono molto juventini. Già dal primo giorno in cui sono nato, infatti, mi hanno contornato di sciarpe e oggetti bianconeri. La Juventus è diventata per la nostra famiglia un motivo di unione. Tant’è che quando scende in campo, per noi diviene molto importante ritrovarci e vede le partite insieme. Anche la mia ragazza Emma è juventina, e condividere questa passione con lei è molto importante per me.


Chi è storicamente il tuo idolo bianconero?

Sinceramente, per me viene prima la Juve rispetto ai singoli giocatori. Se ci pensiamo bene, la Juve resta mentre i giocatori vanno e vengono. Tuttavia, quando ero piccolino ero affascinato da Nedved e dai suoi capelli biondi. Tant’è vero che compravo lo shampoo alla camomilla per schiarirmi i capelli. In realtà poi non ha funzionato così tanto (ride ndr). Fuori dalla Juve, invece il mio grande idolo è stato Fernando Torres. Conservai le pagine di TuttoSport quando lanciarono la notizia che la Juve era su Torres, anche se alla fine non se ne fece niente. Chiaramente, con il tempo, come puoi non affezionarti a Del Piero, Buffon e Chiellini? Anche Bonucci! Quando è andato al Milan per me è stata una grossa delusione. Non voglio entrare nel merito della decisione, ma da quando è tornato con noi “l’ho perdonato”. Grazie alla sua determinazione in campo ha riconquistato la mia fiducia. E poi c’è Marchisio, esempio dentro e fuori dal campo. Io gioco a calcio, e Claudio è senz’altro un punto di riferimento. Mi stavo per dimenticare Pogba, che come disse Chiellini, è il Michael Jordan del calcio. Quindi, aver visto Paul in bianconero è stato bellissimo. Vorrei però citare anche Vidal e Barzagli, che sono stati giocatori molto importanti per noi. Ora però c’è Cristiano Ronaldo e sta prendendo tutta la scena. Mi auguro comunque che Dybala possa restare alla Juve e continui a fare bene come sta facendo, soprattutto nell’ultimo periodo.


Alla fine hai citato un sacco di giocatori importanti. Attualmente, possiamo dedurre che il tuo preferito sia il fenomeno portoghese. Era già un tuo idolo quando giocava al Real? Se si, perché?

In realtà, al di là di Torres, non ho mai avuto un vero e proprio idolo. Cristiano Ronaldo deve essere un vero e proprio esempio per tutti, perché oltre ad essere dotato di qualità calcistiche indiscusse, secondo me è diventato il migliore al mondo grazie alla sua costanza e al suo impegno che fanno la differenza. Potremmo quasi dire che è il migliore al mondo nell’approcciarsi al suo lavoro. E questo dovrebbe essere d’esempio, non solo nello sport, ma nella vita in generale. Quando era al Real Madrid l’ho sempre seguito e da un lato mi faceva quasi arrabbiare, perchè ogni volta che la Juventus giocava contro i blancos era come partire 1-0 per loro.


Cosa hai pensato quando sono uscite le prime indiscrezioni di un possibile arrivo di Ronaldo alla Juve?

All’inizio mi sembrava una cosa impossibile. Ho provato un senso di stupore e di incredulità, ma allo stesso tempo ero felicissimo di avere il giocatore più forte al mondo nella mia squadra.


Sei mai stato allo stadio a vedere Cristiano Ronaldo dal vivo da quando è alla Juventus? Se si, cosa ti ha impressionato di lui?

L’ho visto a Empoli quando fece doppietta, la sua prima in serie A. Poi andai - per casualità - anche a vedere Juve-Empoli ma lui purtroppo saltò la partita per infortunio. Mi hanno impressionato le sue giocate e il fatto che riesca a calciare da qualsiasi posizione con una facilità incredibile. A volte sembra quasi essere fuori dalla partita, ma poi gli basta una sola giocata per essere incisivo e cambiare il risultato.


Quali sono state le ragioni che ti hanno spinto ad analizzare il fenomeno-marketing di Cristiano Ronaldo?

Dovendo scegliere una tesi a tema economico, ho scelto un argomento che mi appassionava veramente. Ho cercato sui database delle università italiane e non compariva alcuna tesi su questo argomento. Sebbene la tematica da me scelta risulta essere citata in qualche testo universitario, in realtà non è mai stata trattata in maniera approfondita. Così ho deciso di approfondire questo argomento, vista anche la modernità del tema in sé. Parlare del brand e di come questo si possa costruire attorno ad una singola persona è un qualcosa che anche grazie all’uso dei social si sta sempre più diffondendo. Ed è così che nasce l’idea di Marca come identità aziendale: il caso CR7, il titolo della mia tesi. Riassumendo, posso dire che le ragioni erano un voler fare qualcosa di economico e unico, che però mi appassionasse davvero, come mi appassiona la Juventus. Tutto questo, in aggiunta al tema del brand, da sempre argomento per me stimolante. Cristiano era il caso concreto e perfetto per questo tipo di tematica, per cui questa idea nasce così.


Possiamo dire che hai avuto fortuna nel trovare una relatrice disposta a supportarti in questo tuo progetto. Avresti mai pensato di trovare una persona così disponibile?

Questa domanda è molto importante, perché sono state scritte delle inesattezze su alcuni quotidiani locali. Ci tengo particolarmente a ringraziare la mia professoressa - di cui non faccio il nome poiché non so se vuole essere citata - perché è stata una persona molto intelligente. È andata oltre e non si è limitata a leggere il titolo. Prima di proporle la tesi, avevo qualche timore di un rifiuto ma lei ha ascoltato il mio titolo, si è fatta un’idea sulla mia proposta e l’ha incoraggiata. Ha anche convenuto con me che si trattava di un caso molto interessante e mai sviluppato in maniera approfondita. Possiamo dire che è grazie a lei che ho potuto realizzare questa tesi.


Com’è in generale essere juventini a Firenze e dintorni? Si parla di zone storicamente e notoriamente anti-juventine.

Io abito in Valdarno e sono zone storicamente non solo fiorentine ma anche anti-juventine. Tuttavia, non ho mai avvertito grossi problemi. Ho sempre esternato con fierezza la mia “juventinità” anche perchè, statistiche alla mano, la Juventus è la squadra con cui la Fiorentina ha perso più volte. Loro vedono le partite contro la Juve come vere e proprie finali ma alla fine vinciamo sempre noi, eccetto quel famoso 4-2 ma è stato un episodio più unico che raro.

Dopo che hai raggiunto un certo livello di interesse, potremmo quasi definirlo di notorietà, hai ricevuto insulti o altro da parte di tifosi di altre squadre o hai ricevuto solamente attestati di stima per la tua idea?

Un po’ di attenzione intorno a me e al mio lavoro, si è creata, e questo mi fa piacere perchè ritengo di aver fatto una cosa importante. Da un certo punto di vista, è come se il mio lavoro fosse stato premiato. Per ciò che attiene ai messaggi che ho ricevuto dai miei compagni di tifo, ci sono stati solo attestati di stima e di ammirazione verso di me. Invece, soprattutto su facebook sotto i post dei giornali online locali mi è capitato di leggere anche diverse offese. Onestamente questo genere di cose non mi fanno né caldo né freddo, vado oltre a tutto ciò.

Come vorresti che fosse utilizzata la tua tesi e il tuo lavoro un domani?

Dal punto di vista strettamente economico, un elaborato che contenesse tutte queste informazioni non l’ho mai riscontrato, almeno qua in Italia. Sinceramente non mi aspettavo tutto questo interesse. Credevo che questa tesi sarebbe finita in libreria, come coronamento di un bel percorso di studi, ma a questo punto sarei anche disposto ad ascoltare delle persone del settore per trasformare il mio lavoro in un progetto più ampio. Per quanto riguarda il mio futuro non ho certezze su ciò che vorrei fare. Ad oggi la mia unica certezza è che continuerò a studiare e a tifare Juventus.

Se tu potessi mandare un messaggio a Cristiano Ronaldo, cosa gli diresti?

Innanzitutto gli farei i complimenti, essendo un esempio per moltissime persone, non solo per i numeri in campo ma anche per come si comporta fuori. Basti pensare a tutta la beneficenza che fa, a come utilizza i social per sensibilizzare le persone su alcune tematiche ambientali o di altro tipo. Sicuramente gli direi di portarci la Champions, sogno di ogni juventino, ma anche se non dovesse riuscirci lo ringrazierei ugualmente. Vederlo in campo con la nostra maglia mi fa gasare. Gli chiederei di invitare me, la mia fidanzata, mio nonno, mio babbo (ride ndr). Forse saremmo troppi, è vero, ma ad ogni modo vorrei incontrarlo per avere un suo autografo sulla mia tesi. Vorrei regalargliene anche una copia e ringraziarlo per avermi ispirato.

Grazie Matteo per questa piacevole chiacchierata. Ti rinnoviamo i nostri complimenti e ti mandiamo un grosso in bocca al lupo per il tuo futuro! Chissà magari un giorno riuscirai ad incontrare Ronaldo e fargli firmare il tuo elaborato...

Grazie a voi ragazzi. Sarebbe davvero un sogno... Un saluto a tutti e fino alla fine forza Juve!

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