• Lino Basso

Juventus Women, due rapidi squilli al Napoli: trentesima vittoria consecutiva, è record

La Juventus Women rimane a punteggio pieno in campionato, entrando ancora una volta nella storia del calcio femminile italiano: la vittoria per 2-0 contro il Napoli Femminile non è solo la sesta consecutiva in campionato che permette di rimanere in testa a punteggio pieno, ma è soprattutto la trentesima consecutiva, e infrange il precedente record del Brescia, eguagliato dalle bianconere nella scorsa stagione.


È una Juve da record, che lancia un chiaro segnale al Chelsea in vista della supersfida di mercoledì 13 all'Allianz Stadium in Champions League: altro record da segnalare, il gol di Arianna Caruso che apre la vittoria sulle partenopee.


Appena ventisei secondi dal fischio d'inizio, è il più rapido della storia bianconera.

Valentina Cernoia poi chiude già un match senza storia, che serve più che altro a mettere minutaggio a chi ha giocato un po' meno sin qui.


Infatti la formazione iniziale presenta delle novità prevedibili proprio in vista del probante impegno europeo: oggi in porta c'è Aprile, Salvai - Lenzini coppia centrale di difesa supportata da Nilden e Hyyrynen. Caruso, Pedersen e Zamanian compongono il trio di centrocampo, Cernoia si sposta nuovamente avanti per comporre il tridente offensivo insiseme a Bonfantini e Staskova.


Passano appena ventisette secondi sul cronometro e la Juventus Women va subito in vantaggio: cross di Cernoia per Caruso, che di testa batte Aguirre ed entra di diritto nella storia bianconera, poichè il suo gol è il più veloce sin qui realizzato.



Nessuna aveva mai segnato così rapidamente, ed è un altro prestigioso traguardo raggiunto dalla centrocampista bianconera a termine di una settimana da sogno: prima il rinnovo fino al 2024, poi il gol d'apertura in Champions contro il Servette, e ora il più fulmineo dei gol siglati dalla formazione campione d'Italia in carica.


Quattro minuti più tardi è già raddoppio: il tiro dalla distanza di Zamanian è respinto da Aguirre, ma Cernoia si avventa rapidamente sul pallone e lo ribadisce in fondo alla rete. Siamo solo al 6', ma la Juve è già avanti 2-0 con il gol della numero sette bianconera, che bissa quello messo a segno con il Servette. Sei minuti ma già un gol e un assist per Cernoia: servono altre parole?






Il Napoli non vuole rimanere a guardare, e prova ad approfittare dell'errato rinvio di Aprile: Chatzinikolau ci prova quindi su pallonetto, ma la palla termina alta sopra la traversa.


Poco dopo Bonfantini ruba palla a centrocampo e corre velocemente verso la porta avversaria: Aguirre però è brava a scegliere il tempo ottimale per l'uscita, e blocca la numero ventidue juventina proprio sul più bello.


Ancora Bonfantini nuovamente sola davanti all'estremo difensore del Napoli, ma anzichè concludere con forza, prova un lob che però non sorprende il portiere partenopeo e che in due tempi fa sua la sfera. Un'altra occasione sciupata sempre con Bonfantini per la Juve, che potrebbe alquanto dilagare ma comincia a pagare l'imprecisione davanti alla porta.


Aguirre anticipa nuovamente AG22, questa volta ben pescata da Caruso, mentre il tiro dalla distanza di Zamanian termina fuori di pochi centimetri.


La difesa del Napoli ha il suo bel da fare per arginare le offensive bianconere: questa volta è Garnier a bloccare Bonfantini, sempre al momento del tiro.


È sempre protagonista ancora l'attaccante bianconera, che sugli sviluppi di un calcio piazzato calcia di prima intenzione, ma trova solo l'esterno della rete.


Finisce quindi 2-0 il primo tempo: migliore in campo sin qui Caruso, e non solo per il gol messo a segno dopo pochi secondi. Quasi tutte le manovre offensive partono da lei, e i suoi palloni filtranti scaturiscono sempre molti grattacapi alla difesa avversaria. L'unico rammarico arriva per un passivo che poteva essere decisamente più largo già dopo i quarantacinque minuti di gioco: Bonfantini sfortunatamente ha sprecato almeno quattro occasioni da gol.

Montemurro decide di far rifiatare alcune giocatrici anche in vista della gara contro le vice campionesse d'Europa e campionesse in carica inglesi: fuori Bonfantini, Zamanian e Salvai, dentro Hurtig, Boattin e Gama, che finalmente rientra in campo. Difficile capire se potrà partire già titolare con il Chelsea, ma il suo ritorno nel rettangolo di gioco arriva proprio al momento giusto.


Nella ripresa Pedersen porta palla al piede e si inserisce in area, il suo traversone però è leggermente alto per le sue compagne e l'azione si spegne sul fondo.


È una Juventus che non disdegna di continuare a spingere in avanti, mentre il Napoli prova quantomeno ad affacciarsi nella metà campo avversaria.


Al 55' un episodio dubbio: sempre Pedersen offre un bel assist per Hurtig, stesa dalla connazionale Abrahamsson. L'arbitro però lascia correre, e rimangono parecchi dubbi per un fallo che sembrava decisamente netto.


La J-Women comincia a concentrarsi più sulla gestione del possesso palla , cercando di sfruttare al meglio le ripartenze e anche gli errori avversari: Aguirre sbaglia il rinvio, la palla arriva così sul piede di Hyyrynen che però calcia male e ben lontano dallo specchio della porta.


Al 69' il Napoli reclama un rigore per un presunto contatto tra Pedersen e Goldoni: l'arbitro, giustamente, lascia proseguire nonostante le vibranti proteste della panchina azzurra.


Per l'undici bianconero va vicina al gol Staskova, che calcia al volo di prima intenzione su cross di Boattin, ma la sfera termina di un soffio a lato. Successivamente, sempre l'attaccante ceca approfitta di un clamoroso pasticcio della difesa napoletana, ma Aguirre è ancora una volta super e nega la gioia del gol alla nostra Andrea.

Nel finale di gara vicinissima al gol anche Boattin, che calcia di sinistro e di pochi centimetri alto sopra la traversa, su deviazione leggerissima ma decisiva di Erzen.

Finisce così una gara dove la Juventus non ha mai corso particolari rischi, e che serviva a dare minutaggio a chi è stato meno impiegato sin qui. Certo, c'è rammarico per un risultato sì importante, che scaturisce due importanti record (trentesima vittoria consecutiva e il gol più rapido della storia firmato da Caruso) , ma che poteva essere più pesanti per le occasioni da gol sciupate nel primo tempo da Bonfantini.


Viene da ridere a chi si preoccupava delle mancate convocazioni di Bonansea e Girelli: il gruppo Juventus Women conta su 25 giocatrici che , eccezion fatta per le under 19 che giustamente devono crescere e avere soprattutto il tempo e il modo di farlo, conta su 20-22 titolari che non fanno rimpiangere le assenti. E con tutto il rispetto, il Napoli non rappresentava chissà quale pericolo.


Strano che alcuni si siano dimenticati del più classico riposo precauzionale in vista dell'importantissimo match contro il Chelsea, vice campione d'Europa e campione d'Inghilterra in carica. Un Chelsea molto forte, è chiaro, ma che dietro ha scoperto di essere vulnerabile: nel loro primo match del girone, ha acciuffato un pareggio nel recupero dopo aver regalato due gol su tre al Wolfsburg. Anche nel match di campionato con il Leicester, le blues l'hanno risolta solo nel finale con Harder (manco a dirlo) e Kirby, un'altra da tenere d'occhio nella gara di mercoledì, e che hanno evidenziato altre lacune nella loro retroguardia.


Insomma, sarà molto difficile fare risultato con un avversario del genere, ma mai come oggi sembra non impossibile: con Girelli e Bonansea lasciate GIUSTAMENTE a riposo, supportate da un centrocampo sempre più devastante e incisivo come quello da bianconero, sognare l'impresa nella cornice dell'Allianz Stadium è d'obbligo. Sperare non costa nulla dice un antico proverbio.


Un'altra speranza, è che proprio lo stadio dove giocano i colleghi uomini possa essere riempito come due anni fa in occasione della sfida scudetto tra le nostre ragazze e la Fiorentina: quel famoso 24 marzo 2019 ci furono ben 39.000 persone a esultare al gol di Pedersen, che spianò la strada al secondo scudetto consecutivo. Mercoledì come due anni fa, l'ingresso era e sarà gratuito. Avete già preso i biglietti?


Il countdown è partito: fateci sognare, ragazze.

Le donne dei record, insieme a Gama e Salvai.



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