• Danilo Ceci

Como - Juve U23: Mulé nel finale inchioda i lombardi sul pari

È un punto che lascia il dolce in bocca ai bianconeri quello ottenuto al termine della complicatissima trasferta di Como, nel match dello scorso sabato alle 20:45. Sarebbe riduttivo parlare di clima ostile sugli spalti nei confronti degli ospiti: fischi ed urla ad ogni fallo assegnato dall'arbitro in favore della Juve, cori vergognosi pro-Liverpool, improperi rabbiosi difficilmente ripetibili. Una squadra, quella del Como, che viaggiava sulla stessa direttrice del suo pubblico: carica di agonismo ai limiti della liceità, fallosa, armata di malizie, disposta a tutto pur di regalare il successo ai propri poco educati tifosi. Il terreno di gioco ai limiti della decenza moltiplica ulteriormente le difficoltà per la Juve. Le buche e le zolle di cui è costellato rendono imprevedibile ogni rimbalzo del pallone e poco fluido il gioco dei ragazzi di Pecchia, abituati alla ricerca costante di possesso palla e fraseggi.

A tutto ciò va ad aggiungersi un avvio di partita tremendamente in salita, al quale i bianconeri hanno dovuto far fronte. Passano 9 minuti dal fischio di inizio e il Como è già in vantaggio. In un'azione ben orchestrata dai padroni di casa Marano converge in area e calcia col destro, il pallone viene deviato da Muratore e supera Loria sul primo palo. Da quel momento, per tutta la serie di circostanze già accennate, ci si rende conto della brutta piega presa dalla gara. I giovani bianconeri però reagiscono immediatamente e tirano fuori una grinta ed una tenacia che lasciano attonito tutto lo Stadio Senigallia. Il primo tempo non regala altre particolari occasioni né da una parte né dall'altra; la partita è molto frammentata, poco piacevole e costantemente interrotta da falli di gioco. È Clemenza il più vivace dei suoi, mentre gli azzurri restano dietro, a protezione del vantaggio, e in attesa di sfruttare qualche errore degli avversari per ripartire.

La seconda frazione di gioco comincia subito con 2 cambi di Pecchia, che punta tutto sulla fisicità, bravo a capire verso quale direzione stava andando l'incontro. Han e Muratore lasciano dunque il posto a Touré e Peeters. La Juve le tenta tutte ma sbatte sempre contro il muro comense, che blocca continuamente le trame avversarie con le cattive, o spazza il pallone il più lontano possibile. I bianconeri esasperati dall'atteggiamento dei rivali, perdono lucidità e vengono sopraffatti dalla trappola della frenesia. I ragazzi di Pecchia però hanno un cuore grande, e guidati su tutti da Clemenza, Mota, Traoré e Lanini non si danno per vinti, finché non trovano all'88' il gol del pari che ammutolisce lo stadio: il traversone di Zanimacchia è perfetto per la testa di Mulé, che, con un terzo tempo da cestista, svetta su tutti e di testa buca la rete.


È 1-1 dunque, e così rimane sul triplice fischio. La Juve si tiene stretta questo punto assai sofferto e punta già alla gara fondamentale di mercoledì contro i "vicini di casa" dell'Alessandria.

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