• Elia Robino

Com’è andato il mercato della Juventus? (spoiler: abbastanza bene)



Anche quest’anno cala il sipario sul calciomercato, con i suoi concitati ultimi giorni del Condor.


Tra veri e propri colpi di scena come il passaggio di Bakayoko - fino a poco prima ad un passo dal Milan - al Napoli e trame dalle tinte horror come il quasi sfumato passaggio a titolo definitivo di Smalling alla Roma per imprecisioni nei documenti contrattuali, anche la Vecchia Signora non ha disdegnato di farsi un regalino dell’ultimo minuto, con l’acquisto al fulmicotone di Federico Chiesa.


Un mercato difficile



Non solo per la Juventus, ma in generale il mercato estivo 2020 è stato fortemente condizionato dalla contrazione degli utili delle società calcistiche causate dalla pandemia da Covid-19.


In una finestra dove soltanto le inglesi hanno continuato a spendere come se niente fosse, il mercato bianconero si è concentrato su formule onerose a titolo temporaneo con diritti di riscatto esercitabili a proprio piacimento – Morata e McKennie - o con escamotage simili ad un obbligo per via delle facili condizioni sportive richieste ma comunque con una certa dilazione nel tempo, come per Chiesa.


Le difficili condizioni economiche di tutto il calcio mondiale e in particolar modo della Juventus hanno richiesto anche una certa spending review dal punto di vista salariale per i giocatori, e in tutti i ruoli dove ci sono state delle staffette (Matuidi per McKennie, Arthur per Pjanic, Morata per Higuain) si è visto uscire giocatori over trenta con stipendi top, innestando nella rosa degli under 25 con stipendi importanti ma comunque inferiori a quelli dei fuoriusciti.


Saluti agli esuberi


La gestione dei cosiddetti esuberi è stata esemplare da parte di Paratici, dimostrando che se la volontà del giocatore incontra quella della società non c’è niente che non si possa fare, anche dal punto di vista delle cessioni. Le nuove avventure francesi di Rugani e De Sciglio, calciatori senza più nulla da dare alla causa, sono una boccata d'ossigeno sia a livello ambientale che monetario, con due ingaggi pesanti – più quello dell'ex Empoli, a dire il vero -. L’unico dubbio sulle due operazioni è il prestito secco, ma ci si augura per noi e per loro che un anno di vetrina all’estero possa aprire ai due ex nuove strade in carriera.


Parlando invece di Higuain, dal punto di vista del bilancio la sua cessione è stata dolorosa, facendo registrare una perdita netta di 18 mln, ma è una boccata d'ossigeno per l’ambiente e per il ragazzo, i cui limiti caratteriali ne hanno condizionato pesantemente l’esperienza bianconera. Sia chiaro, il comportamento della società verso l’argentino non è stato esemplare, visto che è stato trattato come un oggetto indesiderato da piazzare dove possibile in più di una occasione – scusaci Gonzalo per quel doppio prestito a Milan e Chelsea – ma comunque ci si augura che il calciatore possa finalmente trovare la serenità in un campionato meno competitivo.


Su Matuidi poco da dire, se non grande rispetto verso un calciatore che ha avuto l’intelligenza di capire quando fosse il momento di farsi da parte. Forse il meno esubero degli esuberi per l’impatto avuto ancora nel suo ultimo anno alla corte di Maurizio Sarri: quando ci si rincontrerà non si potrà che salutarci calorosamente.


Unico tasto dolente, il capitolo Khedira: suo diritto non voler recedere il contratto. Nostro diritto chiederci se sia professionale continuare a percepire uno stipendio top quando ormai il tuo contributo alla squadra è poco più che marginale. Stupisce dirlo, ma toccherà festeggiare la scadenza del suo contratto come nel 2013 con Iaquinta. Bocciato.


Gioventù al potere



Con questo mercato la Juventus ha abbassato ulteriormente l’età media della rosa che fino a due anni fa era la più “vecchia” della Serie A.

Già avevamo parlato del disegno di fondo del primo mercato di Fabio Paratici e l'inserimento in questa stagione di giovani di valore assoluto come Kulusevski e Chiesa insieme a McKennie, che con le sue dichiarazioni all'inizio della sua avventura bianconera “farei foto con i miei compagni, ma non voglio fare il fan” non lasciava dubbi su quali sensazioni stesse provando a essere un nuovo calciatore bianconero, lasciando l’idea di un gruppo che sembra aver ritrovato una cosa che mancava da troppo tempo a Torino: l'entusiasmo.


Cosa manca



Per quanto nel complesso la valutazione non possa essere che positiva, un mercato della Juventus non può dirsi tale se non lascia comunque qualche ruolo scoperto.


Quest’anno è il turno dell’esterno sinistro, dove il solo Alex Sandro supportato da Frabotta non può sicuramente bastare per giocare nell’intera stagione tre diverse competizioni.

Anche un attaccante di riserva sarebbe stato ben accetto, con il flirt con Moise Kean finito con un passaggio del vercellese in prestito secco al PSG.


L’anno comunque è particolare e rimarremo senza mercato per meno di tre mesi. La finestra invernale si aprirà il 4 di gennaio e chissà che per allora non si sia trovato il modo di puntellare questi due ruoli in vista del rush finale della stagione, Covid permettendo.

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